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Il Fantasma di Azzurrina: chi era la bambina che abita il castello di Montebello

Il fantasma di Azzurrina, tra leggenda tramandata e il responso degli studiosi dei fenomeni paranormali

Il Fantasma di Azzurrina: chi era la bambina che abita il castello di Montebello

Chi è Azzurrina?

Le narrazioni attorno a spettri e fantasmi, che infestano vecchi castelli o lande arcane, si sono sempre diffuse con passionevole scalpore, attraendo l’interesse sia dei dubbiosi, sia dei creduloni. Dalle terre medievali della attuale Romagna giunge fino a noi la leggenda di Azzurrina. In verità la bambina si chiamava Guendalina, scomparsa negli anni Settanta del 1300, con la particolarità d’esser nata albina e con i capelli chiarissimi. Una particolarità che non venne ben vista per le credenze popolari dell’epoca in cui la piccola venne al mondo. Una bambina albina con i riflessi azzurri, probabilmente dovuti alle misture materne con le quali alla madre tentava di coprire la sua chioma bianca e farla sembrare come gli altri bambini. Il soprannome le venne attribuito con semplicità, Azzurrina. Purtroppo l’amore della famiglia non riuscì a salvarla da un tragico destino.


Il castello di Montebello

Azzurrina viveva nel castello di Montebello con il padre Uguccione, feudatario di Montebello. Nel solstizio d’estate del 1375 Azzurrina scomparve, nonostante la vigilanza delle guardie attribuitele dal preoccupato padre. Il castello, addebito oggi a museo, è stato nel corso degli anni teatro di numerosi rilevamenti sonori e di immagini al fine di spiegare la leggenda della piccola Guendalina, con le registrazioni raccolte che vengono fatte ascoltare anche ai turisti. Infatti il castello di Montebello è molto visitato dagli appassionati di storia, ma anche da coloro che si sono avvicinati alla leggenda della bambina albina. Scomparì nel solstizio d’estate, in un giorno di pioggia, e con il temporale a imperversare sulle colline di Montebello, si allontanò per recuperare una palla di stracci e non venne più ritrovata.

Le trascrizioni nei secoli della presenza

La leggenda di Azzurrina si consolida nel territorio locale per tre secoli, si dice, tramandata oralmente. Nel XVII secolo un parroco della zona, dimorato alla corte dei Guidi di Bagno, i signorotti del Castello fin dal XV secolo, trascrive le storie popolari della Valmarecchia in una raccolta nota come Mons belli et Deline.
Difficile capire se Deline sia Azzurrina, seguendo l'etimologia del nome riferibile a un diminutivo di Adelia o Delia.
Azzurrina sarebbe descritta nei passaggi maggiormente citati: “aveva gli occhi color del cielo e i capelli chiari coi riflessi azzurrini”,“… e si narra che, allo scadere del solstizio estivo di ogni lustro, un suono proveniente da quel sotterraneo cunicolo si faccia ancora sentire”.
Il mistero rimane, avvolto nella fascinazione. Ci sono testimonianze che parlano di questa bambina dai capelli biondi, non albina, nata da una relazione extraconiugale di Costanza Malatesta nei confronti del marito Uguccione Della Faggiola. I tratti nordici della bambina avrebbero messo in imbarazzo le rispettive famiglie Malatesta e Della Faggiola alimentando chiacchiere inopportune, un movente valido per sbarazzarsi della creatura.



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