No Man’s Sky Beyond, recensione videogame per PS4
Un salto nello spazio in realtà virtuale
No Man’s Sky Beyond è l’aggiornamento del 14 agosto del titolo di Hello Games, l’esploratore spaziale di pianeti e galassie, un’enorme espansione che porta diverse novità interessanti. L’ascesa della produzione, partita da critiche e promesse mancate, si è costruita nel corso degli anni, con un supporto continuo da parte degli sviluppatori. Se lo scorso anno l’espansione Next aveva introdotto importanti novità in termini di esperienza, introducendo l’aspetto multigiocatore che era stato paventato alla presentazione del gioco, Beyond fa un salto oltre, letteralmente, portandoci all’interno di universi e galassie interamente esplorabili in realtà virtuale.
No Man’s Sky Beyond è un corposo DLC scaricabile gratuitamente da tutti i possessori del gioco base, un pacchetto dalle dimensioni notevoli, quasi pari al gioco originale, caratteristica che già denota la ricchezza dell’offerta proposta. Partendo dagli aspetti legati al gameplay e all’esperienza di gioco, Beyond introduce un HUB centrale, simile a quanto visto nei due Destiny, che racchiude i giocatori all’interno di una zona circoscritta dove possono interagire liberamente tra loro. Se in Next il gioco si era arricchito di una componente multiplayer fino a 4 giocatori, Beyond in tal senso potenzia e sviluppa l’aspetto multigiocatore, tra socialità nei negozi e la possibilità di formare un team per gli eventi pubblici e settimanali. La costruzione delle basi spaziali, all’interno dei pianeti scoperti, amplia la gamma di scelta, con una strutturazione che può arrivare ad una complessità paragonabile a quelle di piccole città futuristiche. Chiude l’aggiornamento l’intrigante aggiunta di poter cavalcare le creature di gioco: una volta addomesticate, infatti, è possibile spostarsi sfruttando la maggior velocità degli animali che abitano i pianeti, un’esplorazione che assume nuovi e più immersivi connotati, specialmente per quanto riguarda la velocità di spostamento all’interno degli sterminati, e procedurali, corpi celesti.L’aspetto più interessante e atteso era, senza dubbio, la possibilità di giocare No Man’s Sky interamente in realtà virtuale, attraverso l’utilizzo del PlayStation VR. L’esplorazione di pianeti sconosciuti, tra pericoli e sorprese, acquisisce in realtà virtuale una nuova linfa vitale, portandoci direttamente e in maniera tangibile all’interno di un universo ignoto, misterioso, ammaliante. Muoversi all’interno delle strutture, effettuare balzi interspaziali e comandare la navicella con le nostre mani, atterrare su pianeti ora osservabili a grandezza naturale, è un’esperienza che, seppur limitata dalle specifiche tecniche di PS VR, racchiude un senso pieno e palpabile dei mondi di gioco: l’affasciante scoperta di nuovi pianeti si muove ora attraverso il nostro sguardo diretto, con titaniche creature e piante a sfiorare la nostra presenza. Il motore grafico del titolo, che già nella sua versione base presenta alcuni problemi di definizione e caricamento in ritardo, di texture ed elementi di gioco, è un aspetto problematico che si accentua in VR. Lo stesso caschetto di realtà virtuale Sony, infatti, spesso fatica ad presentare immagini nitide, considerando la potenza non sufficiente di PS4 nel gestire un’intera esperienza in realtà virtuale ad alta definizione. Il connubio di queste due problematiche assume quindi in VR dei connotati che rendono l’esperienza non pienamente soddisfacente, nonostante l’enorme plus offerto dal vivere lo spazio e l’esplorazione di pianeti sia una straordinaria aggiunta alla produzione.© Riproduzione riservata
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