The Evil Within per PS4 e Xbox One: il successo del gioco horror
The Evil Within ha rappresentato il ritorno all'horror classico, grazie al genio creativo di Shinji Mikami, padre della serie Resident Evil
The Evil Within games, il gioco uscito lo scorso autunno per mano di Bethesda ha da subito attirato i videogiocatori cresciuti e abituati alle serie horror di Resident Evil e Silent Hill. La presentazione e i filmati mostrati del titolo, creato dalla mente di Shinji Mikami, hanno avvicinato da subito la nuova produzione all’universo malato e distorto dei due maggiori capolavori videoludici, in discesa di reputazione negli ultimi anni. The Evil Within si posiziona proprio nel vuoto di potere lasciato dai due storici band, incapaci di sapersi innovare e rimanere al passo con i tempi.
Successo, l’ottima accoglienza riservata a The Evil Within arriva proprio da qui, dalla capacità di saper creare e ricreare un’atmosfera di costante tensione e pericolo imminente. Le ambientazioni e il senso di claustrofobia e angoscia permeano l’intero titolo dall’inizio alla fine, con una trama intricata e fatta di strani percorsi, dove tutto si intreccia e si confonde sullo sfondo nero dell’incubo.
Il successo deriva, oltre che dallo stile artistico e di atmosfere, da un design malato e perverso di nemici e personaggi, che suscitano nel giocatore uno stato di ansia e malessere, come si trovasse realmente a vivere situazioni al limite della follia.
Trama, in The Evil Within impersoneremo il detective di polizia Sebastian Castellanos, affiancato dai colleghi Julie Kidman e Joseph Oda. Durante le indagini su un macabro omicidio di massa al Beacon Mental Hospital, si imbattono in una forza sovrannaturale e maligna. Sulle telecamere di sicurezza vedono, infatti, un uomo incappucciato di bianco e piagato da alcuni ustioni uccidere brutalmente alcuni agenti di polizia. Lo stesso Sebastian viene assalito e tramortito da quest’ultimo, e al risveglio, dopo la fuga dall’assalitore, trova la città completamente devastata da continui terremoti.
Gameplay, The Evil Within presenta il classico sistema da sparatutto in terza persona, con visuale ravvicinata durante gli scontri a fuoco. Data l’estrema complessità e difficoltà del titolo, spesso ci troveremo a dover aggirare i nemici o evitare un confronto diretti con gli stessi. L’approccio ragionato viene così ad unirsi alle atmosfere oppressive e pericolose che il gioco stesso vuole rimandare, di costante tensione e incertezza.
Grafica, dal punto di vista tecnico The Evil Within non brilla per definizione e dettagli, con personaggi molto vicini alla resa della scorsa generazione di console. Dove il titolo, comunque, guadagna in estetica è dal punto di vista della caratterizzazione di nemici e ambientazioni, sempre granulose e perfettamente riconducibili allo stato d’animo che Shinji Mikami vuole suscitare, all’occhio dell’utente.
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