Film drammatici da vedere, Wild e l'escursione che sorprende
Wild è il film con Reese Witherspoon che racconta di un'escursione sorprendente. La critica ha ammirato soprattutto la fusione tra avventura e introspezione.
Wild è uno dei film più particolari del recente panorama cinematografico, perché sa collegare la tematica avventurosa quella psicologica, resa materica dall'interpretazione di Reese Witherspoon.
Trama. Il film tratta del viaggio di Cheryl Strayed, scrittrice e saggista che dopo delusioni personali come la fine del matrimonio, l’uso di eroina e la morte della madre a soli 45 anni parte per un viaggio lungo la Pacific Crest Trail, percorrendo 1,100 miglia. Il sentiero escursionistico si dipana da Campo (in California) al Parco provinciale E. C. Manning (nella Columbia Britannica) per 2,663 miglia. Dalla sua vita agiata Cheryl passa a patire uno zaino, pregno di cioccolata e bicchieri sporchi. Indossa scarponi troppo stretti che devastano i suoi palmi. In due mesi di viaggio incontrerà il giornalista Jimmy Carter che la scambia per vagabonda e Jonathan, con cui tesse una breve relazione. Fino al lascito finale di una bambina.
Avventura. È il sembiante avventuroso del film “Wild” ad aver colpito la critica, che lo ha definito capace di rivelare “ciò che alcuni di noi hanno a lungo sospettato: che trama sia nemica della verità, e che le immagini e le emozioni veicolino un senso più efficace di scene ben confezionate o archi narrativi dei personaggi attentamente costruiti nello script” (A.O. Scott nel The New York Times). Sempre per questo aspetto documentaristico Claudia Puig in USA Today ha lodato lo sceneggiatore Nick Hornby, che ha tradotto “riflessioni solitarie, sconforti e illuminazioni personali in immagini (...) convertendo il libro in uno script vivace”. Il libro biografico di Cheryl Strayed da cui è tratto il film è rimasto per sette settimane nella prima posizione della New York Times Best Seller, nella categoria non-fiction.
Reese Witherspoon. Essendo un film che si regge quasi esclusivamente sull'interpretazione di Reese Witherspoon (candidata all’Oscar per il ruolo), Alonso Duralde in TheWrap l’ha definita una “grande sorpresa, in grado di andare lontano dalla sua zona di comfort”. Bill Goodykoontz in Arizona Republic ha considerato “Witherspoon un'attrice eccezionale i cui film non sempre si adattano al suo talento (...) qui rimane costante, facendo ciò che suona abbastanza semplice, ma si rivela così difficile: perseverare”. Lo zaino in spalla è “un mostro” da cui “attingere ripetutamente, con apparecchiature di cottura sbagliate”, mentre tutto si regge sulla sua mimica.
Regista. Le riprese degli scenari naturali sono quelle che hanno destato maggiore ammirazione, per il connubio tra cinema del paesaggio (già evidenziato con il film “Tracks”) e di reportage. Lo stesso regista è Jean-Marc Vallée, che ha lavorato a “Dallas Buyers Club” (2013). Per Henry Barnes del The Guardian ha “creato un montaggio allucinatorio di due ore di escursione, amalgamate con la storia di Cheryl che è ferita, insieme a canzoni, frasi e poesie che recitava a se stessa mentre camminava”.
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