Venezia 82, recensione film No Other Choice
Scopri No Other Choice, il film in concorso alla Mostra del Cinema di Venezia
Può la perdita del lavoro possa incidere sulla psiche di una persona fino a condurlo all’omicidio? Siamo in Giappone, e il giovane Man-soo (Lee Byung-hun ) - specialista nella produzione di carta con venticinque anni di esperienza - perde il lavoro. Alla ricerca di una nuova possibilità di occupazione, si scontra con la moglie Mi-ri (Son Ye-jin) che incide sulla sua psiche decidendo di eliminare le spese superflue. Tra queste ci sono l’abbonamento a una piattaforma streaming, la spesa della casa che ormai dovrà essere venduta e poi - ironicamente – la presenza di troppe bocche da sfamare. In realtà si tratta dei cani che dovranno essere affidati alla suocera.
Man-soo allora decide di scavalcare il meccanismo del colloquio
di lavoro e scovare i tre candidati e concorrenti al posto che lui brama. Una
volta trovati, tenta di eliminarli: il primo muore in maniera anche abbastanza
goliardica - a causa proprio della consorte di lui che ha un amante – e il
secondo viene ucciso.
Alla fine vedremo - in un'ottica completamente diversa quella di un plot occdentale in cui il colpevole subisce quasi sempre la pena - che Man-soo forse troverà la sua strada in una nuova cartaria. Il film No Other Choice di Park Chan-wook riesce a collimare l'ironia con la sagacia, anche attingendo a una regia che sa dilatare elementi triviali, come l’inquadratura di un dente dolente che erompe dallo schermo.
Non sempre il film riesce ad essere fluido nei passaggi narrativi, ma piuttosto spesso vira nel grand guignol, focalizzandosi su uccisioni e tecniche di sepoltura. Chan-wook ci aveva abituato a ben altri labirinti della mente con Old Boy e Decision to Leave, entrambi vincitori al Festival di Cannes. Ma sa alternare ora il registro tragico a quello comico in maniera più postmoderna, strizzando anche l’occhio all’estetica dei videoclip: una commistione che così da rendere No Other Choice un'opera desueta del panorama giapponese.
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