Recensione film Fellini degli spiriti, un ritratto a chiaroscuro del regista
Fellini degli spiriti esce oggi al cinema
Il documentario Fellini degli spiriti esce oggi nei cinema, diretto dalla giornalista Anselma Dell'Olio . Con una carrellata di sequenze dei film del regista vincitore di cinque premi Oscar entriamo nell'aspetto più astratto di Federico Fellini, quello in cui le esperienze soprannaturali sono fonte di suggestione e ispirazione. In una intervista afferma di non amare il viaggio perché quando ritorna non sente di aver importato nulla di interessante, anzi qualche ricordo "straziante". Ma il viaggio permette di affrontare l'inconscio, "quella, parte misteriosa e tortuosa di se stessi".
Fellini e il soprannaturale
Dopo
La
strada (1954)
entrò
in
un periodo di depressione, perché nel
personaggio di
Zampanò
(Anthony
Quinn) Fellini
identificava
se stesso, e in Gelsomina
(interpretata
dalla moglie Giulietta Masina) una
sorta di vittima. La stessa Masina sì immedesimò ne Il Matto (John
Richard Basehart
),
e ciò portò anche ad un allontanamento dei due. L’attenzione
del regista verso il soprannaturale emerge in
interviste
che la regista rivolge a giornalisti e studiosi.
Lo stesso Maurizio Porro – giornalista
de Il
Corriere della sera -
afferma
che il
film
8
½
(1963)
è realizzato a mo' di una seduta psicanalitica, guidata dal medico
Ernst Bernhard
:
la scoperta della psicanalisi avvenne
iin seguito alla
lettura di alcuni volumi di Carl
Gustav Jung.
Da lì si modifica la percezione
che Fellini
ha
della narrazione cinematografica: le
sequenze di Giulietta
degli spiriti (1965)
sì
svolgono
infatti come
un sogno, con " il linguaggio del simbolo, che è molto più
vero di quello reale".
Per il giornalista Vincenzo Mollica, il Libro dei sogni di Fellini – pubblicato postumo e che contiene una monumentale sequela dei suoi sogni abbozzato in disegni - è come il codice Da Vinci del regista, che indica una mappa della sua visione della vita e dell'arte.
La porta alchemica presente a Piazza Vittorio a Roma, o le suggestioni di Via dei Cessati Spiriti – strada citata anche ne La dolce vita (1969) – erano luoghi in cui lui affermava di avvertire delle presenze. La via è quella che porta all'Appia Antica, con i resti dell'Antica Roma che gli “raccontava qualcosa”.
Le sedute spiritiche sono direttamente collegate a questo aspetto soprannaturale che Fellini andava ricercando, e lo ponevano spesso in uno stato di prostrazione. Per Giulietta degli spiriti intervistò molte cartomanti, arrivando ad conoscere il mondo della preveggenza che altrimenti gli sarebbe stato precluso. Anche l'uso dei tarocchi - e il fascino delle figure ritratte - fornivano un esempio iconografico per le sue forme scenografiche.
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