Stranger Things, la forza dell'ambientazione nella serie tv amata dalla critica
Dal solido cast all'evocativa colonna sonora, sono tanti i punti di forza dell'ultimo successo targato Netflix. Ma l'ambientazione anni Ottanta, le innumerevoli citazioni pop e il fattore nostalgia so
“Stranger Things” si è abbattuto sul pubblico come la più perfetta delle tempeste. Dopo una promozione relativamente sottotono (non si trattava, d’altronde, di un prodotto già di culto come “House of Cards” oppure “Orange Is The New Black”), la serie tv è arrivata a metà luglio sulla nota piattaforma di streaming, e nel giro di qualche giorno internet l’aveva già dichiarata la serie dell’estate. A due mesi di distanza dal debutto, sono molti i critici pronti a includerla nelle loro classifiche di fine anno.
“Stranger Things” infatti si svolge nel 1983, e sfrutta al meglio la sua ambientazione per rendere continuamente omaggio alle sue ispirazioni. Il cinema spielberghiano, i racconti di Stephen King, l’horror, il thriller, la fantascienza, i fumetti: questa serie tv è un meta-creatura pop che prende per mano lo spettatore e lo invita a perdersi nella nostalgia per i mitici anni Ottanta.
Il primo riferimento che salta all’occhio è quello a Steven Spielberg, e in particolare ad “E.T. L'extraterrestre”. Il trio di amici composto da Mike (Finn Wolfhard), Lucas (Caleb McLoughlin) e Dustin (Gaten Matarazzo) si muovono sempre in bicicletta, proprio come Elliot e la sua “banda”, mentre la misteriosa Eleven (Millie Bobby Brown) può considerarsi a tutti gli effetti un’extraterrestre rispetto agli altri bambini protagonisti. Ma è impossibile non pensare subito anche ad altre pellicole cult del cinema per ragazzi di quegli anni, come “I Goonies” e “Stand by me”, mentre i momenti horror portano alla mente “Poltergeist”, gli horror di John Carpenter, e più di un episodio di “X-Files” e “Twin Peaks” (show andati in onda negli anni ‘90, ma che hanno sicuramente fatto parte dell’infanzia dei creatori della serie, i fratelli Duffer, visto che sono nati nel 1984).
Molti dei diretti ispiratori di “Stranger Things”, come Stephen King e Guillermo del Toro, hanno dichiarato pubblicamente su Twitter il loro amore per la serie tv, contribuendo ad alimentarne la popolarità. “Stranger Things è puro divertimento. 10+. Non perdetevelo!”, ha scritto il Re dell’Horror lo scorso 18 luglio; “Stranger Things è parecchie cose: King, Spielberg, anni ‘80, me, ma più di ogni altra cosa, è bello!”, gli ha fatto eco il regista di “Pacific Rim” e “Il labirinto del fauno”.
Sull’onda del plauso unanime della critica e del pubblico, Netflix non ha perso tempo a rinnovare “Stranger Things”; la seconda stagione avrà nove episodi in cui, a quanto pare, compariranno tutti i protagonisti principali, ma dovremo aspettare parecchi mesi per saperne qualcosa di più.
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