L’amore a domicilio, incontro con gli attori del film Miriam Leone e Simone Liberati
L’amore a domicilio è in steaming su Amazon Prime Video
L’amore a domicilio è il film di Emiliano Corapi che sarebbe dovuti uscire ad aprile e che sarà in streaming su Amazon Prime Video dal 10 giugno 2020. La storia è quella di un assicuratore, Renato (Simone Liberati) che incontra una donna, Anna con cui combina una relazione. Ma Anna è agli arresti domiciliari, e i due affronteranno vari problemi dovuti alla convivenza forzata.
Come è nata l’idea del film?
Emiliano Corapi. Il film ruota intorno alla tematica degli arresti domiciliari. Il personaggio maschile si fa trasportate da una relazione sentimentale, lui che invece è una persona con un carattere intransigente. È lui che poi esplora la propria prigione, che è la paura.
Cosa ti è piaciuto di più del personaggio di Anna?
Miriam Leone. Quando trovi un personaggio con forti contrasti si accende la curiosità di realizzarlo. È quando ho letto la sceneggiatura di Emiliano ho detto che m’interessava questa bad girl, di animale in gabbia. Poi nei vari incontri con emiliano abbiamo pensato che potesse avere un accento siciliano, e così ci siamo divertiti in questo set unico. Infatti Anna esce di casa pochissime volte, e quelle poche si carica Renato. È un personaggio smaliziato, vuole fare del sesso con questo ragazzo e non ha problemi ha svelare che è solo un interesse di piacere.
Renato invece è più trattenuto.
Simone Liberato. In questo film c’è qualcosa di molto simile a quello che capita ai neo-lavoratori che si approcciano al mondo del lavoro. Il suo obiettivo è quello di vendere assicurazioni alle persone, e ci crede fermamente, non è solito raggirare gli altri. Renato vive di questo, si è costruito una struttura iper-protetta che evita qualsiasi tipo di coinvolgimento emotivo. E non accetta elementi di imprevedibilità nella sua vita: ciò che prova a fare prima all’incontro con Anna è evitare ogni coinvolgimento sentimentale. Così tra i due si verifica l’incontro tra solitudini, ma hanno in comune una corazza che vuole preservarli dal rischio: poi è lo strumento della commedia che li fa incontrare.
Come mai c’è stata la scelta del dialetto catanese per Anna?
Miriam Leone. La scelta del dialetto era dovuto al mio periodo di studio all’università, cercando di riproporre quella spensieratezza. Mi sembrava interessante tornare a questa radice, lei è adolescenziale come donna e anche la madre sembra tenere in gabbia il suo cuore. Non c’è nessun rapporto con l’altro, se non questa finestra da cui si guarda fuori. La location è talmente raccolta che siamo stati insieme tanto da creare qualcosa di imprevisto.
Come è stata girare in un’unica location?
Simone Liberati. È la prima volta che lavoro con Miriam, ed è stato sia divertente che impegnativo. La sfida era quella dell’ambientazione ai domiciliari, un elemento nuovo che si andava a raccontare. Durante il loro confronto entrambi decidono di mettersi a nudo, anche perché accadono vicende che alimentano lo stato ansioso di entrambi. Ci sono una serie di impedimenti che capitano e stanno lì a sconvolgere la loro esistenza.
Il personaggio della madre come è nato?
Emiliano Corapi. Trovo molto divertente il ruolo della madre, donna un po’ sfortunata. Anna si è fatta carico delle mancanze della madre, deve bastare a se stessa e è molto autarchico come personaggio.
L’uscita in streaming come è vissuta, rispetto a quella in sala?
Miriam Leone. Siamo felci dell’uscita del film. Film come Roma o Sulla mia pelle sono usciti sia in sala che in streaming, e non credo che ciò inficerà sulla sala. Amo il cinema e mi manca il fatto di poter ritornare in una sala.
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