Il futuro dell’accessibilità per i videogiochi: l’intervista
Le novità sull’accessibilità nei videogiochi
L’accessibilità nei videogiochi permette a chi è affetto da difficoltà motorie, di poter giocare. Ad esempio, il PlayStation Access è pensato per abbattere le barriere: sarà in arrivo nel 2023. Uno dei principali consulenti che hanno partecipato allo sviluppo del controller è Paul Amadeus Lane.
Come ti sei avvicinato a questo settore?
Paul Amadeus Lane. Da 30 anni sono un utilizzatore di sedie a rotelle elettriche. Essendo un tetraplegico incompleto C6, non posso muovere le gambe, ma posso farlo con le braccia. Lavoro anche come giornalista radiotelevisivo, e spesso faccio il consulente per l'accessibilità: lavoro con l'industria del gaming e del tech per rendere la tecnologia più accessibile agli altri. Si riferisce sia alla popolazione adulta e anziana, sia alla comunità dei disabili come me.
Come si sviluppa il tuo lavoro?
Mi assicuro che i disabili siano in grado di usare i prodotti, e che possano superare le limitazioni. Occorre trovare gli elementi critici, cosicché le tecnologie siano accessibili a tutti e che non ci siano barriere.
Schede
Puoi entrare nel dettaglio?
Nel videogame God of War Ragnarök, le difficoltà era nella modalità di combattimento, ossia nella possibilità di muoversi. Nelle diverse sequenze di battaglia, a volte sono necessari più movimenti delle mani o più pressioni dei pulsanti. Ho fatto sentire la mia voce: "Ehi, sarebbe bello se potessimo usare un solo pulsante o un evento rapido in questo tipo di sequenza" e vedere tutto questo realizzato nel progetto finale.
Qual è uno dei primi videogiochi accessibili?
Un mio amico, Josh Straub, ha lavorato a Uncharted 4. È stato allora che ho notato un cambiamento e ho pensato: "Wow, è davvero forte". C’erano diverse funzioni che possono aiutare chi, come me, ha problemi a giocare e a farlo con successo. Ero frustrato dai titoli disponibili sul mercato, perché non riuscivo a giocarci. Con i videogame PlayStation mi sento come quando mio padre portò a casa il controller Odyssey, che era un joystick con un solo pulsante. Semplici e immediati. Era quello a cui ero abituato.
Cos’è l'Access Controller?
Vedere da dove è partito e il processo di maturazione fino ad oggi, è stato un momento surreale. Ero al CES quando è stato fatto l'annuncio. In realtà stavo partecipando a un incontro sull'accessibilità che la Consumer Technology Association Foundation organizza ogni anno. Così, mentre tornavo in albergo, il mio telefono ha iniziato a suonare, e un mio amico mi disse: "Ehi, hai visto il video in cui sei presente?". E io: "No, me lo sono perso".
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