Speciale Milano Fashion Week

Festival di Berlino, intervista alla regista del film Horizon

Horizon è diretto da Tinatin Kajrishvili

Festival di Berlino, intervista alla regista del film Horizon

Il Festival di Berlino è stato vinto dal film rumeno “Touch Me Not” di Adina Pintille. Nelle sezione Panorama ha riscosso ottima accoglienza il georgiano “Horizon”  (leggi la recensione), vicenda di un uomo, Giorgi che dopo il divorzio si reclude su un’isola del Mar Nero ospite di una comunità. 

Mauxa ha intervistato  la regista del  film, Tinatin Kajrishvili. 

D. Come è nata l'idea del film "Horizon"?

Tinatin Kajrishvili. Ebbi l'idea molto tempo fa, dopo aver osservato l'aumento dei divorzi nelle persone che conoscevo. Il fatto più sorprendente è che gli ex mariti non potevano ammettere la presenza dei nuovi partner delle loro ex-mogli, e ciò li portava spesso ad uccidere le donne.



D. È vero che nel casting hai usato attori che già conoscevi?

Tinatin Kajrishvili. Con  Sukhitashvili (Ana) lavorai anche al mio precedente film. Giorgi Bochorishvili ha recitato nel film che ho prodotto (“Neighbors” di Gigisha Abashidze) e dopo aver osservato il suo lavoro, abbiamo iniziato a parlare del tema del mio film scoprendo di avere molti elementi in comune e volevamo lavorare insieme. Jano izoria (Jano) lo conoscevo, tanto che ho persino chiamato il personaggio come lui: già  durante la sceneggiatura sapevo che avrebbe recitato  nel film, visto che veniva dalla città Poti, vicino a Paliastomy Lake e lui stesso mi  parlò delle caratteristiche di quel posto. Altri attori che interpretavano Larisa, Valiko, Marika li trovai per il film “Brides” e ho voluto lavorare di nuovo con loro.

D. Il tuo film precedente, “Brides”  racconta la storia delle mogli di uomini in carcere. Tra i due film c'è un filo rosso?

Tinatin Kajrishvili. Può essere. In entrambi i film gli uomini sono isolati, in uno con la forza, mentre nell’altro lui sceglie l'isolamento per essere richiamato. “Brides” è una storia di amore e devozione, mentre “Horizon” è  di separazione. Un’affinità  è che anche in questa situazione Ana è l'unica sostenitrice di Giorgi che capisce i suoi sentimenti e lo aiuta a superare questo difficile processo, ma il suo comportamento porta ad un finale totalmente diverso.

D. Sei ligia allo storyboard durante le riprese?

Tinatin Kajrishvili. Dipende, Giovanni.  Alcune scene sono realizzate con lo storyboard, altre sono improvvisate, quindi è un mix.



Potrebbe Interessarti