Venezia 80: recensione film Holly
Holly è il film in concorso alla Mostra del cinema di Venezia
La genericità dell’assunto iniziale del film Holly – presentato in concorso alla Mostra del cinema di Venezia - lo rende smagliato: la quindicenne Holly (Cathalina Geeraerts) è ritenuta la responsabile “innaturale” dell’incendio in una scuola, in cui muoiono diversi studenti. Infatti, poco prima che la tragedia si consumasse, lei aveva chiamato la scuola dicendo che quel giorno sarebbe restata a casa. Già da qui si comprende l’esilità del tratto iniziale, che non riesce a colmare il prosieguo della trama.
La trama del film Holly
Infatti, le scene successive del film di Fien Troch non fanno che confermare tale labilità: non si comprende quale sia la sua colpa, o se ne abbia una, e perché ora si comporti come una “guaritrice” che alcuni considerano “strega”.
Anna, una delle docenti, è affascinata dalla strana premonizione di Holly e la invita a far parte del suo gruppo di volontari: se Holly ha un’energia catartica che tutti vogliono sondare, non è così per lo spettatore, che spera solo che tale premonizione finisca.
Le mancanze del film Holly
È soprattutto la forma stilistica a rendere ostile il film: se la storia poteva essere interessante per le conseguenze che avrebbe potuto innescare, tale spunto è quasi da relegare a una trama “horror”. Se invece è trattato in maniera intimista, ha bisogno di un appiglio maggiore, che non un girovagare per la scuola alla ricerca di comprensione da parte dei docenti, o accettazione dagli studenti.
La regista Troch ha già lavorato a Home, che raccontava di un ragazzo rilasciato dal carcere minorile dopo aver investito un uomo e averlo lasciato morto; Kid, su un bambino di sette anni che vive con sua madre e suo fratello in una fattoria, che a causa di problemi economici devono trasferirsi con gli zii. Gli appigli realistici risuonano meglio nelle corde della regista, rispetto a quelli soprannaturali: allontanandosene, come in Holly, rischia solo note stonate.
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