Recensione film Exhibiting Forgiveness, presente rotto con André Holland
Scopri la recensione di Exhibiting Forgiveness, il film con André Holland, Andra Day: trama, cast, critica
La'Ron (John Earl Jelks) pulisce i cerchioni delle ruote al proprietario di un negozio di liquori, beve i resti dell’acqua dalle bottiglie gettate nei rifiuti: quando un ladro picchia il proprietario, lui lo difende, anche se poi è malmenato dall’assalitore.
La sua vita confusa è diversa da quella del figlio Tarrell Rodin (André Holland), noto pittore americano, che vive con la moglie, la cantautrice Aisha (Andra Day) e il figlioletto Jermaine. L’opera d'arte di Tarrell scava nell'angoscia della sua giovinezza, quasi immemore del padre. La visita inaspettata di La'Ron - tossicodipendente in via di recupero – lo pone in uno stato di confusione: La'Ron cerca in maniera disperata di riconciliarsi con lui.
Il film Exhibiting Forgiveness – uscito negli Stati Uniti - risente di una certa lentezza, dovuta probabilmente all’acerbità registica di Titus Kaphar, al suo esordio dietro la macchina da presa: Kaphar pittore, riconfigura e rigenera la storia per includere soggetti afroamericani. Tra le sue opere, Behind the Myth of Benevolence e The Vesper Project. Kaphar sembra quasi voler ricreare la staticità pittorica nelle immagini in movimento, creando un’opera a tratti straniante.
Quelle che paiono pause descrittive – come giocare con un vecchio amico in una piscina senz’acqua – qui assumono un significato ulteriore, quasi una proiezione dei propri pensieri: in questo caso, quelli di Tarrell. Il contatto con il padre è il detonatore di un presente che si considerava perfetto, e che ora cade in frantumi. Quando Tarrell si svegli di sobbalzo e picchia contro il muro, rivive l’angoscia del suo passato.
Presente e passato in Exhibiting Forgiveness
La'Ron confessa il suo passato e il motivo per cui non l’ha più frequentato dall’adolescenza, Tarrell lo regista con la fotocamera, e ciò getta ancora più empatia in una scena lunga e incisiva. Un flashback mostra il giovane Tarrell che seguiva il padre spingendo un tosaerba per racimolare qualche lavoretto, o raccogliendo scarti in una discarica, finché un chiodo s’infilza nel piede del giovane Tarrell.
Se il perdono è lecito, non lo sono le conseguenze che esso comporta, cui non è necessario abituarsi. Tarrell comprende questo, e disdegna scendere a compromessi.
Quel chiodo infilzato nel piede e non curato dal padre, è tuttora il segno del passato che non si riesce a dimenticare. La scena finale, con Tarrell che interviene sul suo quadro, raffigurante un ragazzo che spinge un tosaerba, getta luce su quanto il perdono sia sproporzionato.
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