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Mostra del cinema di Venezia: recensione Sotto le nuvole

Un film documentario di Gianfranco Rosi

Mostra del cinema di Venezia: recensione Sotto le nuvole

Sotto le nuvole, fragilità e storia

Dove la terra trema, sopra ci sono le nuvole, quelle del Vesuvio. Gianfranco Rosi per il suo documentario dal titolo “Sotto le nuvole” compie la scelta del bianco e nero, forse i colori luccicanti di Napoli avrebbero generato disattenzione nello spettatore. Ciononostante Rosi evidenzia i tremori della popolazione, fin troppo connessa alle scosse dei campi Flegrei, con la centrale operativa dei Vigili del Fuoco a smistare le tensioni per le scosse, a calmare la preoccupazione per gli sbuffi del vulcano, a smorzare una paura che origina dall’eruzione che distrusse Pompei. Un affresco culturale e sociale, di quello che accade ai piedi del Vesuvio, dal lavoro quotidiano alla storia che ribolle sin dal sottosuolo. Un affresco di quello che rappresenta la terra di Napoli, la memoria rubata furtivamente dai tombaroli, la bellezza di un mondo fragile e suggestivo, perduto e attuale, composto da dinamiche sociali e culturali uniche. Riesce a mostrare ciò che è attuale, alternandolo a quello che è andato invece perduto, e ci riesce alternando aspetti di profonda serietà e sequenze anche ironiche: come le telefonate che giungono al comando dei Vigile del fuoco.

“Sotto le nuvole” è un documentario che riesce a racchiudere il senso della vita di una comunità legata indissolubilmente alla propria terra e alle proprie fragilità.

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