Venezia 79, recensione del film Il signore delle formiche
Il signore delle formiche è il film fuori concorso alla Mostra del Cinema di Venezia
La differenza di orientamento sessuale è stata uno dei temi più trattati negli ultimi anni, sia nei film sia nelle serie tv. Dopo film come I segreti di Brokeback Mountain del 2005, è difficile creare altri spartiacque. Ne Il signore delle formiche Gianni Amelio ha tentato quest’operazione ardua, mostrando come l’amore possa diventare un motivo di detenzione.
Ettore Tagliaferri (Leonardo Maltese) è un giovane studente di medicina, che viene sottoposto a una terapia a base di elettro-shock. È colpevole di aver avuto una relazione con un uomo adulto, il professore Aldo Braibanti (Luigi Lo Cascio). Il film racconta poi il modo in cui i due si conobbero, dall'iniziativa titubanza - vista la differenza di età - alla fuga a Roma. Ed è qui che la situazione “immorale” si complica, perché Aldo è accusato di plagiare il ragazzo. Siamo, infatti, alla fine degli anni Sessanta, in balie di spinte riformiste e retroguardie nazi-fasciste.
Gli errori della giustizia nel film Il signore delle formiche
Quella che poteva essere una semplice storia d’innamoramento, diviene invece simbolo dell’ottusità della giustizia. Il signore delle formiche si rivela così una delle opere più mature di Gianni Amelio, con una coesione nata proprio dalla seconda parte del film, che si svolge in un'aula di tribunale. Aldo è condannato a nove anni di carcere, e a soccorrerlo c'è la coraggiosa madre, e un giornalista audace, Ennio (Elio Germano) che perora la sua causa.
La regia riesce mostrare i vari passaggi delle tensioni tra Ettore e Aldo, dall’innamoramento iniziale che avviene nelle pianure dell’Emilia, con una fotografia luminosa e tersa, alla fuga e residenza a Roma, incendiata dai palazzi di giustizia che infondono un colore cupo alla pellicola. Su tutto aleggiano i versi di poesie con cui i due manifestano il loro affetto, fino all’ultimo finale con il volto di Ettore che – con una lunga inquadratura – tentenna su un fermo immagine quasi a credere nella speranza per un futuro di accettazione.
La vicenda reale di Aldo Braibanti nel film Il signore delle formiche
Il film diviene così l'emblema degli errori del diritto, che in settori non normati fa emettere sentenze arbitrarie. Le proteste – capitanate dalla cugina di Ennio, interpretata da Sara Serraiocco - contro la sentenza sono testimonianza della contrarietà dell'opinione pubblica.
Il signore delle è tratto dalla vicenda reale di Aldo Braibanti, scrittore, sceneggiatore e drammaturgo italiano.. E proprio questo appiglio alla realtà, con il volto teso di Lo Cascio, quello fiducioso di Germano, rendono questo film un'opera scultorea.formiche
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