Recensione: l'album Vivere o niente di Vasco Rossi
Il nuovo album di inediti divide la critica, ma non il pubblico, conquistandosi la classifica dei dischi più venduti e il doppio disco di platino.
Recensione: Vivere o niente di Vasco Rossi - Vivere o niente (Emi Music) è il sedicesimo album in studio di Vasco Rossi. Ha diviso la critica tra gli entusiastici al grido di bentornato Vasco e i delusi: affectionados di primo pelo che si auspicavano l'agognato "cambio di rotta".
Invece, Vasco rimane fedele a tutti i suoi "se" e i suoi "ma", ammettendo, disarmante che anche alla sua età ancora Vivere non è facile (ballata vasconiana doc e concentrato delle tematiche dell'album) per concludere rassegnato che "nonostante che lo so / continuo a farmi fottere da me".
Certamente può permettersi di farsi beffe della crisi spirituale dei tempi moderni e redigere un nuovo Manifesto futurista della nuova umanità (pezzo rock con un testo ironicamente metafisico) fino a concedersi un break similcountry in Starò meglio di così. E certamente, lui, il Komandante, amaro e divertito, può sempre dispensare consigli da fratello maggiore (Prendi la strada): "e quando arriverà la domenica / e sarà ancora colpa tua / avrai almeno la soddisfazione / di dire che sei stato un mascal..un'eccezione-e-e / un' eccezione".
Perché, nonostante le fortune alterne, con tutta la buona volontà, incappiamo sempre negli stessi errori si sa, e allora chissenefrega: Eh...già, Vasco "è ancora qua", dedicato alla sua pellaccia dura, è un brano caustico, testo e sound senza fronzoli di sorta, che prova a mettere d'accordo l'artista tormentato con la proverbiale ritrosia dell'uomo inquieto.
Vivere o niente (rock, malinconico e disilluso) fa da trait d'union tra i brani appena citati (più L'aquilone) e quelli sentiti, dai più intransigenti, come i pezzi deboli: Vivere o niente non è ancora l'album "del grande salto". Non è ancora tempo di sfidare l'ignoto, la vena "classica" non si è ancora prosciugata e Vasco lo conosciamo, un po' superstizioso e maledettamente nostalgico, ci ha messo una vita per volersi bene nel proprio passato e per non godersi questo risalita nel limbo, da passeggero, ancora per un po': dunque un pieno di revival, radicato nel sound di fine anni ottanta, con brani forse "dimenticati" nel cassetto strada facendo come Dici che (ballata blues sull'amore), Sei pazza di me e Non sei quella che eri (schitarrate forze nove), Stammi vicino (insolitamente melodica), Maledetta ragione (hit rock & blues – nota come Maledetta canzone - di due decenni fa riarrangiata) e Mary Louise (il ghost track, anch'esso inedito ripescato e pubblicato per la prima volta).
Vivere o niente, uscito lo scorso 29 marzo, è subito balzato alla vetta dei dischi più venduti in Italia.
Va bene, non sarà l'album della svolta, ma quello di una nervosa fermata al bivio sì (L'aquilone): "non amo questo mondo che si muove / e che ogni giorno sembra anche migliore /non amo tutta questa frenesia / di cambiare / Lo sai che si potrebbe stare per dei mesi / appesi ad un aquilone / guardando il cielo che si muove / ed il sole che muore".
Con un ghigno trattenuto e una tonnellata di sarcasmo che è un groppo in gola, Vasco può tornare a voltarsi indietro ("Vado al massimo /vado in Messico /vado a gonfie vele"): l'epifania si è appena rivelata.
TRACKLIST:
"Vivere non è facile" - "Manifesto futurista della nuova umanità" - "Starò meglio di così" - "Prendi la strada" - "Dici che" - "Eh già" - "Sei pazza di me" - "Vivere o niente" - "L'aquilone" - "Non sei quella che eri" - "Stammi vicino" - "Maledetta ragione" - ("Mary Louise")
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