Teatro dell'Opera, 3 milioni di euro di risparmio e niente scioperi arriva l'accordo per evitare i licenziamenti
Teatro dell'Opera raggiunto l'accordo nella notte con i sindacati per evitare il licenziamento di 180 orchestrali. Il sindaco Ignazio Marino commenta positivamente la notizia, un po' di rammarico per

Teatro dell'Opera, nella notte è stato raggiunto l'accordo con i sette sindacati per evitare il licenziamento di 180 orchestrali. Reazione positiva da parte del sindaco Ignazio Marino, un po' di rammarico per i sindacati.
Accordo Teatro Opera. Nella notte è stato firmato un accordo con i sette sindacati che prevede un risparmio fino a 3 milioni ed evita il licenziamento dei 180 musicisti tra coro e orchestra i quali si prendono anche l'impegno di non scioperare.
Licenziamenti Teatro Opera. Silvano Conti, coordinatore nazionale Cgil Cultura e Spettacolo spiega che "gli orchestrali si sono autodecurtati gli stipendi in media di 200 euro netti al mese e l'accordo prevede risparmi per oltre 3 milioni che saranno soprattutto a carico dei dipendenti"
Rammarico Sindacati. "Abbiamo firmato ma con molto rammarico, perché i contenuti dell'accordo che ci hanno portato a salvare 180 posti di lavoro sono peggiorativi rispetto all'accordo di luglio, quando i lavoratori non perdevano nemmeno un euro. Oggi, per salvare i posti di lavoro i 3 milioni di euro di risparmio ricadono tutti sul salario accessorio" dice Paolo Terrinoni, segretario generale della Fistel Cisl Roma e Lazio.
Ignazio Marino. Positiva la reazione del sindaco: "Un successo per tutta la città. l'Opera può tornare al lavoro con serietà e serenità. L'obiettivo che ci eravamo proposti dopo la crisi determinata dagli scioperi dell'estate e dalla decisione del maestro Muti di lasciare la direzione delle opere già in cartellone era quella di assicurare la vita dell'opera e garantirne il rilancio"
Carlo Fuertes. Il sovrintendente, giorni fa aveva fatto dietrofront sui licenziamenti dichiarato: "No ai licenziamenti ma soluzioni alternative" in più aveva aggiunto che gli orchestrali e i coristi avrebbero proseguito il loro rapporto di lavoro sotto altre forme.
Riccardo Muti aveva il 15 settembre lasciato l'incarico con una doppia lettera tra cui una personale a Carlo Fuortes che ha dichiarato: "Il maestro ha deciso, anche se continua a essere direttore onorario a vita del Teatro perché comunque lui vuole continuare a esserlo".
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