Il paradosso di Marilyn Monroe a 100 anni dalla nascita: perché non ha mai vinto un Oscar
Icona pop, regina del botteghino ma snobbata dall’Academy: tutti i retroscena sul talento di Marilyn Monroe
Dalle origini a Hollywood: la folgorante ascesa di Marilyn Monroe nel cinema americano
Norma Jeane Mortenson nasce il 1° giugno 1926 a Los Angeles, in California, e si spegne il 5 agosto 1962 nella sua residenza di Brentwood. La sua carriera cinematografica, racchiusa tra il 1945 e il 1962, la consacra come una delle icone più riconoscibili e d'impatto della storia di Hollywood, nonostante il clamoroso paradosso di non aver mai ricevuto una candidatura ai Premi Oscar (acquista il romanzo Bye Bye Baby)
I primi passi nel mondo della settima arte arrivano con ruoli minori e non accreditati. La svolta e la conseguente attenzione del grande pubblico giungono con pellicole come Dangerous Years (1947) e, soprattutto, Giungla d'asfalto (The Asphalt Jungle, 1950) di John Huston, che mettono in luce la sua magnetica presenza sul grande schermo. Nello stesso anno, prende parte al capolavoro Eva contro Eva (All About Eve) di Joseph L. Mankiewicz, offrendo un'interpretazione da attrice non protagonista che rivela doti drammatiche ben superiori alle aspettative dell'epoca.
I favolosi anni '50: i film cult di Marilyn Monroe e i record al botteghino
Il 1953 rappresenta l'anno della definitiva consacrazione grazie a tre pellicole capaci di cementare il suo status di sex symbol globale: Niagara di Henry Hathaway, Gli uomini preferiscono le bionde (Gentlemen Prefer Blondes) di Howard Hawks e Come sposare un milionario (How to Marry a Millionaire) di Jean Negulesco. Quest'ultimo titolo incassa oltre cinque milioni di dollari, posizionando stabilmente la Monroe tra le attrici più redditizie e commercialmente appetibili dello studio system hollywoodiano.
Il sodalizio artistico con il regista Billy Wilder produce due pietre miliari della cinematografia mondiale: Quando la moglie è in vacanza (The Seven Year Itch, 1955) – celebre per l'iconica scena dell'abito bianco sollevato dal vento della grata della metropolitana – e A qualcuno piace caldo (Some Like It Hot, 1959), in cui interpreta l'indimenticabile Sugar Kane Kowalczyk. Nonostante quest'ultimo film ottenga ben sei nomination agli Oscar, il nome di Marilyn viene incredibilmente escluso dall'Academy.
La svolta artistica: il matrimonio con Arthur Miller e gli studi all'Actors Studio
Nel 1956, l'attrice sposa il celebre drammaturgo Arthur Miller e si trasferisce a New York con l'obiettivo di perfezionare la propria tecnica recitativa, frequentando l'ambitissimo Actors Studio sotto la guida di Lee Strasberg. Nel 1957 è la protagonista di Il principe e la ballerina (The Prince and the Showgirl) accanto a Laurence Olivier, che cura anche la regia del film. Il set diventa celebre per le forti tensioni personali e professionali tra i due, scaturite da visioni e metodi di recitazione diametralmente opposti.
Gli ultimi film di Marilyn Monroe e il tragico epilogo di una diva
L'ultimo lungometraggio completato dall'attrice è Gli spostati (The Misfits, 1961), diretto nuovamente da John Huston e sceneggiato dal marito Arthur Miller, in cui interpreta il ruolo malinconico di Roslyn Taber. Al momento del debutto nelle sale, l'opera si rivela un insuccesso commerciale, per poi essere ampiamente rivalutata dalla critica nei decenni successivi. Clark Gable, co-protagonista della pellicola, scompare pochi giorni dopo la fine delle riprese; Marilyn Monroe perderà la vita l'anno successivo.
Perché Marilyn Monroe non ha mai vinto un Oscar? Il verdetto della critica dell'epoca
Nonostante una fama planetaria senza precedenti, la Monroe non ha mai ottenuto una nomination all'Oscar, a differenza di illustri contemporanee come Grace Kelly e Audrey Hepburn, regolarmente premiate dall'Academy. Nel 1960 riesce comunque a conquistare un Golden Globe come migliore attrice in un film commedia o musicale proprio per A qualcuno piace caldo. La critica cinematografica del tempo tendeva sistematicamente a snobbare e sottovalutare le performance brillanti o i ruoli fortemente caratterizzati dalla sensualità.
La filmografia incompleta e i progetti cinematografici interrotti
Nella filmografia dell'attrice spiccano altri titoli di assoluto rilievo come Fermata d'autobus (Bus Stop, 1956), che le vale una candidatura ai premi BAFTA, e Facciamo l'amore (Let’s Make Love, 1960), l'ultima pellicola distribuita sul grande schermo mentre era in vita. Al momento della sua prematura scomparsa, la diva era impegnata sul set di Something’s Got to Give per la regia di George Cukor, un progetto rimasto incompiuto e tormentato dai problemi di salute e dalle ripetute assenze dell'attrice.
Il centenario di Marilyn Monroe nel 2026: mostre storiche ed eredità pop
Nel 2026, in occasione del centenario della sua nascita, l'Academy Museum of Motion Pictures di Los Angeles ha inaugurato una grande mostra retrospettiva interamente dedicata alla vita e alla carriera di Marilyn Monroe. Parallelamente, a Palm Springs, è stato registrato un nuovo Guinness World Record per il più grande raduno di sosia dell'attrice mai realizzato al mondo.
Attualmente, non sono in produzione nuovi progetti cinematografici o serie TV dedicati alla sua figura; l'ultimo biopic di grande risonanza mediatica rimane Blonde (2022), diretto dal regista Andrew Dominik e distribuito in streaming su Netflix.
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