Filming Italy Los Angeles: incontro con gli ospiti Paolo Genovese, Franco Nero, Anna Ferzetti
Scopri Filming Italy Los Angeles 2026, con Paolo Genovese, Franco Nero, Anna Ferzetti
Filming Italy Los Angeles si svolge dal 10 al 14 febbraio 2024, in collaborazione con l'Istituto Italiano di Cultura Los Angeles. Il festival giunge all'undicesima edizione: organizzato da Tiziana Rocca, in questi anni ha permesso a più di duemila film italiani di essere visibili a Los Angeles. Il Festival ha permesso di attribuire anche due Walk of Fame, a Gina Lollobrigida e Giancarlo Giannini, e quest'anno a Franco Nero. Tra gli ospiti di questa edizione, ci saranno Paolo Genovese, Anna Ferzetti. Giovanni Allevi, Fausto Leali, Juliette Binoche, Julian Schnabel, Jacqueline Bisset, Samuel Arnold, Rosario Dawson, Dolph Lundgren, Omar Benson Miller, Giuseppe Piccioni.
Qual è il rapporto di APA con Filming Italy?
Chiara Sbarigia (Presidente dell'APA - Associazione Produttori Audiovisivi). Sono molto felice per l’undicesimo anno di rinnovare la collaborazione per questo evento straordinario. Lo scopo dell’associazione è promuovere i nostri prodotti all’estero.Come ti approcci alla creazione di una storia, con l’intento di portare a una catarsi?
Paolo Genovese (regista). Sono felice che questa manifestazione continui, perché portare i nostri film all’estero, esportare la nostra cinematografia, è fondamentale. Abbiamo così modo di confrontarci con altri linguaggi, portando un po’ d’Italia in giro per il mondo. Il bello del cinema è che ti permette di avere tante differenti emozioni. È sia importante la catarsi, che porci di fronte a crude verità: o con commedie o con drammi. L’importante è che quando esce dalla sala non ti dimentichi di ciò che hai visto.
Tu riceverai il premio alla carriera.
Fausto Leali. Vi ringrazio di questo riconoscimento: il premio alla carriera è sempre un traguardo. Dopo decenni di carriera, quando salgo sul palco, è come la prima volta, forse con meno istintività.
A Los Angeles sarà presentato “Back to life”. Cosa racconta il film?
Giovanni Allevi (pianista e filosofo). Cercare nel buio e nella sofferenza il senso della vita. Mi farà piacere essere a Los Angeles: in questa mia seconda vita farò tutto il possibile per essere presente laddove è possibile dare un messaggio di solidarietà e speranza.
Quali sono i quattro cortometraggi presentati a Los Angeles?
Domizia De Rosa (Presidente Women in film). Siamo felici di poter rinnovare la collaborazione, portando dei lavori di registe italiane. I quattro corti selezionati propongono stili e contenuti diversi. Dolly Makeup parla di violenza domestica e assistita, e posti di fronte alla normalizzazione che si crea. Con In The Box abbiamo tre personaggi colti in un momento della loro vita per esplodere, ma qualcosa li libererà.
Con Pollo all’ananas entriamo nel genere della commedia grottesca, che ci espone a come eravamo nel 1998, e come siamo oggi soprattutto riguardo al tema dell’imagrazione. Tits Don't Cry di Anna Coccoli parla del rapporto tra madre e figlia, che sta aspettando il risultato di una mammografia.
Come ti senti a ricevere la stella sulla Walk of Fame?
Franco Nero. Sono orgoglioso di essere il diciottesimo italiano che riceve la stella sulla Walk of Fame, tra Anna magnani, Renata Tebaldi, Rodolfo Valentino. Nella vita occorre sognare, perché i sogni sono gratis: sessant'anni fa andai a Los Angeles per fare il progetto Camelot, e passeggiavo lì. E ora ritrovarmi lì, fa effetto.
Tu ha lavorato a Mare fuori, ma sei anche cantante. Cosa cambia tra la recitazione e porsi davanti un microfono?
Clara. Sono felice di venire a Los Angeles. Io tendo in generale a lavorare senza dare peso al giudizio delle persone. Fare arte e renderlo un lavoro è comunque una responsabilità. La musica è qualcosa cui sono legata da sempre, ma la serie tv Mare fuori mi ha dato delle possibilità notevoli.
Tra gli artisti cui mi sono ispirata, ci sono Raffaella Carrà, Milva, ero molto legata a Amy Winehouse. Le donne con una forte personalità e che danno fastidio mi piacciono.
A Los Angeles sarà proiettato La grazia di Paolo Sorrentino e Domani interrogo. Cosa accomuna i due ruoli?
Anna Ferzetti. Sono due ruoli diversi, una donna è la figlia del presidente della Repubblica, l’altra è una professoressa. Ma sono due donne che hanno entrambe un mondo irrisolto all’interno. Sono intensa che ci siano ruoli così ricchi, pieni di variazioni.
Ti piacerebbe passare dietro la macchina da presa?
Anna Ferzetti. Mi piace ancora tantissimo fare l’attrice, e la possibilità di passare dietro la macchina da presa - per ora non mi attrae. Perché il lavoro di attrice è una sfida. A teatro ad esempio porto ora un’attrice che ha dipendenza dall’alcol, e entra in una struttura di recupero: tutti siamo dipendenti da qualcosa, e l’aggressività che ne deriva e ciò che cerco di portare in scena, con la possibilità di guarigione. La regia è di Pierfrancesco Favino, mio marito, e lui sa dove posso arrivare.
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