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Una serie di sfortunati eventi, la recensione della serie tv

La serie tv tratta dai romanzi di Lemony Snicket attinge a piene mani da Tim Burton e Wes Anderson.

Una serie di sfortunati eventi, la recensione della serie tv
Una serie di sfortunati eventi è la serie tv grottesca e bizzarra che tornerà il prossimo 30 marzo 2018 sulla piattaforma Netflix con tutti gli episodi della seconda stagione: verremo a conoscenza della sorte, presumibilmente infausta, che attende i tre piccoli Baudelaire, in balia del perfido conte Olaf cui sono stati affidati dopo l'incendio che ha raso al suolo la loro casa. Lo show è l'adattamento televisivo del ciclo di romanzi per ragazzi di Lemony Snicket che ha venduto 55 milioni di copie nel mondo. La produzione targata Paramount si è affidata a Barry Sonnenfeld e Daniel Handler, due vere autorità del settore, e la distribuzione è appannaggio di Netflix.

La seconda stagione sarà composta da 10 episodi, o meglio 5 puntate ognuna delle quali suddivisa in due parti: "The Austere Academy", "The Ersatz Elevator", "The Vile Village", "The Hostile Hospital", "The Carnivorous Carnival"; avevamo lasciato i tre figli della famiglia Baudelaire alle prese con il mistero dei propri genitori e con le indagini su una presunta società segreta di cui pare che avessero fatto parte; nelle ultime scene della puntata finale della prima stagione, i tre erano stati affidati alla famiglia Quagmire, altresì involta nella questione. Nella seconda stagione assisteremo a ulteriori sviluppi della trama, sempre con un tocco surreale e dotata di black humour come è stato fin dal primo episodio. Anche a un osservatore cinefilo cui piace fare il bastian contrario, infatti, sarebbe difficile negare la forte ispirazione della serie alle atmosfere surreali e romanticamente macabre di Tim Burton, come anche alle geometrie colorate di Wes Anderson.

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