Recensione thriller Breaking In con Gabrielle Union
In sala dal 26 luglio, per la regia di James McTeigue.
Breaking In è il thriller diretto da James McTeigue che, pur non convincendo la critica statunitense, ha fruttato quasi 50 milioni di dollari al box office per un budget di 6 milioni.
Shaun (Gabrielle Union) porta i due figli alla villa del genitore. Qui, ci passerà il weekend per sistemare le incombenze inerenti alla vendita della casa. Shaun, infatti, ha da poco perso il padre Isaac: nella sequenza di apertura del film, lo vediamo essere centrato in pieno da una macchina durante il jogging mattutino, ma capiamo si tratta di un omicidio.
Schede
Shaun non andava d'accordo con il padre. Isaac, inoltre, era indagato per un giro di affari illeciti. La bella villa dispone di un sistema di sicurezza all'avanguardia. Il piccolo Glover si trova a suo agio con l'apparecchiatura e ne approfitta per perlustrare la grande dimora con il drone telecomandato. L'adolescente Jasmine è attaccata allo smartphone. Mamma Shaun chiama il marito, non presente perché bloccato in ufficio: non vede l'ora di tornare a casa.
In realtà, nella villa ci sono già quattro criminali. Non tardano a palesare la propria presenza, prendendo in ostaggio Glover e Jasmine. La madre, invece, si ritrova fuori la dimora immersa nel bosco. È riuscita a legare e imbavagliare un componente (Mark Furze) della banda, l'unico in grado di aprire l'oggetto del desiderio dei balordi, la cassaforte nascosta di Isaac con diversi milioni di dollari in contanti.
Se quello messo k.o. lo potremmo definire il nerd del gruppo, gli altri membri sono un leader ambiguo (Billy Burke), un ragazzotto con qualche remore sul daffarsi (Levi Meaden) e uno psicopatico dal coltello facile (Richard Cabral).
Mentre Shaun e il capogruppo si studiano, in cerca di una trattativa ragionevole, arriva l'agente immobiliare, turbata dalla chiamata interrotta della sua cliente. Lasciamo immaginare, quale sorte le spetterà.
Breaking
in mette in scena un'escalation di violenza, e tutto ruota intorno al
fin dove può spingersi il coraggio di una madre. Il film è un dramma
familiare che strizza l'occhio all'action al femminile, distanziandosi
allo stesso tempo.
Lo spettatore più smaliziato troverà
un sistema di sorveglianza tanto sofisticato, quanto funzionante ad
intermittenza. Inoltre, la sceneggiatura sorvola sul come un uomo, già
indagato, abbia potuto mettere in salvo una tale, esorbitante somma di
denaro nella sua cassaforte di casa. Buchi nell'intreccio che non
sono rimasti inosservati, anzi.
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