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Recensione film Le guerre horrende, premiato a Venezia

Di Livio Pacella, Luca Immesi e Giulia Brazzale: in sala dal 19 aprile, nel centenario della Prima guerra mondiale.

Recensione film Le guerre horrende, premiato a Venezia

Le guerre horrende è un interessante film di dichiarato afflato teatrale. Un'opera che mette in scena il realismo magico, trasposto per il grande schermo, per esempio, da Emir Kusturica o, per citare due riferimenti italiani, i fratelli Taviani e Matteo Garrone.

In un bosco senza via di uscita, che scopriamo stregato, il Capitano (Livio Pacella) canta le folli gesta della guerra alla più popolosa specie della Terra, gli insetti: pulci, mosche, pidocchi, cimici.  Ad accompagnarlo nello spettacolo, c'è il fido Scudiero (Desireé Giorgetti).
Durante la Seconda guerra mondiale, il Capitano si è unito ai partigiani per combattere i fascisti. Aveva una donna che amava, e alla quale tornare. Tuttavia, sono proprio le donne - madri, figlie e mogli – le martiri di ogni guerra.


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