Recensione Detective Dee e il mistero della fiamma fantasma. Action all’orientale
Per il nuovo Sherlock Holmes asiatico se la cava egregiamente tra azione, storia ed effetti speciali
Una mastodontica costruzione impera su giardino del Palazzo Imperiale. Un generale Romano è in visita per ammirare lo splendore del Regno. Cina, 689 d.C. dopo la morte dell'imperatore, la Regina Wu sarà presto incoronata come prima sovrana nella storia del Paese, ma qualcuno trama contro di lei. Misteriose morti stanno colpendo i funzionari della regina; questi, improvvisamente prendono fuoco per autocombustione in seguito a quella che sembra essere una maledizione celeste. Ad indagare sul misterioso caso, la regina richiama dalle prigioni un detective condannato per aver militato come rivoluzionario contro l'Impero; solo lui, noto per le sue grandi abilità di investigatore potrà gettar luce su questo oscuro mistero.
Chi dice che la globalizzazione è solo economica rimarrà deluso. Perché se non avessero occhi a mandorla e nomi impronunciabili sembrerebbe sicuramente di essere in un film di Indiana Jones. Prodotto in grande stile, le scene, magniloquenti e persino pompose sono ricchissime di dettagli. Anche gli effetti speciali non si limitano alle capriole antigravitazionali che ormai ci siamo abituati a vedere nelle pellicole del sol levante, curatissimi in ogni dettaglio fanno concorrenza - senza dubbio - alle produzioni hollywoodiane.
Colpi di scena, azione, ma anche messaggio politico e morale sui risvolti in cui il potere possa declinarsi, questa pellicola storica, che si lascia trasportare sulle ali della fantasia sembra essere proprio un mix ben equilibrato che rende il film circa due ore di piacevolezza.
Un grande successo, insomma, per Tsui Hark che con Detective Dee e il Mistero della fiamma fantasma ha portato a casa dal Festival di Hong Kong 2011 i premi di: Migliore Regia, Migliore Attrice Protagonista, Migliore A rt Direction, Migliori Costumi e Make Up, Migliori Effetti Speciali e Migliore Suono.
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