'Black Mirror 4' ha perso la verve degli esordi, la recensione di 'Crocodile'
C'è attesa per l'uscita di "Black Mirror 4", prevista per il 29 dicembre: sei episodi che cercheranno di non far rimpiangere i capolavori degli esordi. Dopo aver visto il primo, una s
"Black Mirror 4" è imminente, esattamente come le sue ambientazioni claustrofobiche e allucinanti che sembrano sempre in procinto di passare dalla fantascienza al mondo reale. La nuova stagione della serie tv verrà caricata il 29 dicembre 2017 sulla piattaforma Netflix e in molti si stanno chiedendo se saprà tenersi ai livelli degli anni precedenti, considerando che c'erano stati dei mugugni anche lo scorso anno; dopo aver visto in esclusiva l'episodio pilota "Crocodile", l'impressione è che gli scettici avessero ragione.
\r\n"Crocodile" inizia con due giovani che, dopo una serata in discoteca, travolgono un ciclista su una strada sperduta fra i ghiacci dell'Islanda e decidono di occultarne il cadavere nell'acqua gelida. Dopo un salto in avanti di vari anni, il guidatore pentito va ad informare l'ex fidanzata, nel frattempo sposatasi e divenuta un famoso architetto, della sua intenzione di confessare. Presa dal panico per la propria carriera, la donna lo uccide per poi assistere a un banale incidente stradale dalla sua finestra. Questo sarà la sua rovina: rintracciata grazie a un apparecchio in grado di registrare i propri ricordi, si vedrà costretta ad eliminare ogni testimone fino ad essere smascherata grazie a un innocuo animale domestico.
\r\nA questo punto, è doverosa una precisazione: tanto la terza stagione quanto quest'episodio sono dei prodotti pregevoli, l'ambientazione è inquietante e asettica al punto giusto, gli effetti speciali impeccabili e la recitazione di alto livello. A dispetto di ciò qualcosa lascia l'amaro in bocca, a cominciare dal tema dei ricordi personali già visto nell'episodio "Ricordi pericolosi" della prima stagione, tanto che persino la produttrice Annabel Jones si è affrettata a precisare che la trama è molto diversa perché in quel caso si trattava di registrazioni e qui invece siamo di fronte a ricordi più confusi.
\r\nLe prime due stagioni della serie tv erano capaci di tenere incollati alla sedia grazie all'atmosfera opprimente e, successivamente, stupire con dei cambi di prospettiva illuminanti. Nulla di tutto questo si vede in "Crocodile": si tratta di una discreta storia che ha più del thriller di "CSI" che della fantascienza propriamente detta. Viene da chiedersi da cosa dipenda e, visto che gli attori Andrea Riseborough di "Birdman", Andrew Gower di "Outlander" e Kiran Sonia Sawar di "Murdered by My Father" sono davvero validi e che la mano che firma è sempre quella di Charlie Brooker, la tesi più convincente è davvero quella che vuole la produzione americana di Netflix impegnata a spingere per delle trame meno sperimentali e più "mainstream", con buona pace dei puristi e di chi sospirando continuerà a mormorare "si stava meglio quando si stava peggio".
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