Recensione Chi ti credi di essere di Alice Munro: il romanzo di formazione secondo l'autrice Premio Nobel
Alice Munro, Premio Nobel per la letteratura nel 2013, pubblica "Chi ti credi di essere" nel 1978: premiato con il Governor General's Literary Award, viene selezionato nella rosa dei finalis
Chi ti credi di essere di Alice Munro - Rose cresce a West Hanratty, nella zona povera del paese. La casa è un retrobottega di un negozio di alimentari, gestito dalla matrigna Flo. Della madre biologica, Rose non sa nulla, tranne il racconto di una donna che un pomeriggio sente di avere “un uovo sodo nel petto, con il guscio e tutto”. Prima di sera, si accascia. Ha un grumo di sangue nel polmone. Rose è nella sua culla.
“Ci fu una lunga tregua tra Flo e Rose, al principio. Il carattere di Flo cresceva ispido come un ananas, ma in modo lento, segreto, foderato da strati di orgoglio e scetticismo che rendevano l'effetto sorprendente ai suoi stessi occhi”. Spesso Flo promette alla figliastra botte da re: quella bambina è sfacciata, maleducata e suberba - “Oh, quante arie ti dai, dice Flo, e un attimo dopo, ma chi ti credi di essere?”. Allora chiama il padre per impartirle la lezione che si merita.
Rose cresce con la frustrante consapevolezza di non essere all'altezza delle aspettative: “Per suo padre Flo incarnava l'ideale di donna. Rose lo sapeva anche perchè lui non mancava di ripeterlo. La donna doveva essere energica, efficiente, in gamba a fare e risparmiare; doveva essere furba, abile nel contrattare, imperiosa e capace di smacherare le altrui falsità. Al tempo stesso, doveva mostrarsi intellettualmente ingenua, puerile, nemica di carte geografiche, paroloni difficili e di tutto quello che c'è nei libri, piena di belle idee confuse, superstizioni, credenze popolari”. Invece, Rose fantastica a occhi aperti, è frivola e smaniosa di apparire. Maldestra e precipitosa. Pigra e svagata.
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Mezzo pompelmo - Da adulta, Rose conosce un sacco di gente desiderosa di vantare una romantica povertà di nascita. Lei può farlo e, con aria di superiorità, racconta il campionario di scandali e squallori suscitando reazioni contrastanti.
Al liceo, durante le lezioni di Educazione alla salute, le differenze sociali nascondono trappole canaglie. È sufficiente una risposta alla domanda della professoressa riguardo alla colazione. Rose fa la spavalda e racconta di consumare mezzo pompelmo al mattino, lasciando tutti di stucco. Lo dice pensando alla matrigna: Flo avrebbe giudicato mangiare pompelmi sconveniente quanto bere champagne.
A casa porta una montagna di libri cercando di provocare l'ammirazione segreta del padre e l'ostilità di Flo.
Quando il padre perde la salute, conosce la meschinità della malattia - gli indumenti intimi da lavare lontano da occhi indiscreti. Sente che non c'è riparo per alcuna cosa nella vita. Dovesse dimenticarselo, c'è Flo a garantirglielo.
Una prospettiva di felicità ingannevole - Rose è un talento di scrittura. Si aggiudica premi letterari e borse di studio. All'università conosce Patrick, il rampollo di una famiglia miliardaria che s'innamora perdutamente di lei. Lui è un dottorando in Storia, destinato alla carriera accademica, lei una brillante borsista. Un incontro sbagliato, Rose lo capisce fin dall'inizio.
Tuttavia si fidanzano e fanno visita alle rispettive famiglie. Prevedibilmente è un doppio disastro annunciato. A casa di Patrick, Rose è sopraffatta dal malessere: “Non aveva idea che tanta malignità potesse concentrarsi in un posto solo. Billy Pope era scontroso e bigotto, Flo lunatica, ingiusta e pettegola, suo padre, quando era ancora vivo, capace di giudizi spietati e di una disapprovazione inesorabile; ma in confronto alla famiglia di Patrick, i parenti di Rose erano bonari e cordiali”
Da Flo, è anche peggio. Patrick sentenzia incredulo quanto lei avesse ragione: “E' una topaia. Devi essere contenta di andartene”. Un'insolenza che Rose non dimenticherà.
Si sposano e avranno una figlia. Dieci anni di litigi seguiti da tregue nel segno di una prospettiva di felicità possibile. Dopo il divorzio, Rose lavorerà in radio e alla tv affrontando un'esistenza itinerante complicata. Incontrerà altri uomini. Ripudierà l'amore.
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Dieci racconti di un'onestà disarmante - "Chi ti credi di essere" è stato definito un romanzo di formazione atipico. Alice Munro ha il dono di raccontare un momento confidenziale per lasciarlo, infine, appartenere al resto di tutte le cose della vita, senza rammaricarne la perdita: quell'attimo di consapevolezza c'è davvero mai stato?
Quando Rose a Hanratty, Flo non è più in grado di badare a se stessa. Forse potrebbe prendersene cura lei. Il fratellastro Bryan propone di sistemarla in una casa di riposo. È la soluzione più saggia.
Lungo i ricordi, Rose ha fatto pace con se stessa. I rimproveri di Flo sono sempre stati assurdi, ma sentiti: “erano tutto ciò che aveva da offire una vita dura”. Ora c'è tempo per la complicità, le risate e, infine, un'ultima rivelazione.
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