Libro Giuseppe Catozzella, Non dirmi che hai paura: la storia di Samia, l'atleta somala che commosse il mondo
In libreria "Non dirmi che hai paura" (Feltrinelli), il nuovo libro di Giuseppe Catozzella: "Avevo sempre in mente il vento, che Alì mi diceva di cavalcare. Distese di verde irro
Olimpiadi di Pechino, 19 agosto 2008 - Samia Yusuf Omar è sul nastro di partenza, pronta a percorrere i duecento insieme al suo idolo Veronica Campbell-Brown. Ha tre obiettivi: vincere, aiutare la propria famiglia e onorare la bandiera del suo Paese. L'atleta somala è diversa dalle altre concorrenti in gara. Ha diciassette anni e, da sempre, si allena da sola. Le gambe lunghe sono di una magrezza disarmante.
Con le colleghe alle calcagne, vince la giamaicana. Il tempo di Samia è deludente. Otto lunghi secondi dietro al gruppo che ha già tagliato, compatto, il traguardo. Samir finisce la propria corsa sotto gli occhi dello stadio gremito: un applauso fragoroso finisce per accompagnare la sua performance. Samia è entrata nella storia. La gente è dalla sua parte. I giornalisti si precipitano a intervistarla. Tutti si appassionano alla sua storia. Poi l'entusiasmo dei media si spegne. Eppure, l'emozione che ha scosso lo stadio è nella memoria collettiva.
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Samia nasce nel 1991 a Mogadiscio, a pochi mesi dalla caduta del dittatore Siad Barre. Il padre ha una gamba amputata, ferito in seguito al tentativo di aiutare un amico colpito. La madre, ex giocatrice di basket, porta sostentamento alla famiglia, sette figli, come fruttivendola. Samia nasce veloce. Corre più veloce di tutti gli altri. A dieci anni vince una gara locale. A quattrodici, decide di voler diventare una professionista. È il suo sogno. Inoltre, in questo modo potrà sostenere economicamente la famiglia.
Intanto, la situazione del Paese precipita. È il caos di una guerra etnico-religiosa che massacra i civili inermi. Samia pratica sport, la sorella Hodan canta al proprio matrimonio. Sono cose proibite. Ce ne sono molte altre. Un pomeriggio suo padre viene ucciso in un agguato. È il 2006. La sorella Hodan fugge - ora vive nei pressi di Helsinki. Samia rimane.
Nel 2008 Samia partecipa alle Olimpiadi di Pechino. L'emozione più bella che le sia mai capitata nella vita. Ma al ritorno in patria, deve nascondere il fatto di essere un atleta. Non può allenarsi. Ma lei vuole arrivare alle Olimpiadi di Londra. Per farlo, deve trovarsi un allenatore.
Nel dicembre 2009 il ministro dello Sport, Suleiman Olad Roble, muore in un attacco di suicida . Stava partecipando a una cerimonia di laurea di studenti di Medicina.
Samia decide di andarsene.
Non dirmi che hai paura - Giuseppe Catozzella ripercorre la storia di Samia, grazie al racconto affidatogli dalla sorella Hodan. Dall'infanzia fino alla decisione di affrontare ottomila chilometri, a piedi, attraversando il Sahara per raggiungere Tripoli. Sarà un viaggio sfortunato con tanti ostacoli - la ragazza finisce anche in carcere - lungo diciotto mesi. Infine, Samia riesce a imbarcarsi su una carretta del mare su cui si consumerà il tragico epilogo.
I diritti del libro di Catozzella sono stati acquistati all'estero: "Non dirmi che hai paura" uscirà presto anche in Francia, Germania, Olanda, Norvegia e Spagna. Inoltre, la storia di Samia approderà anche sul grande schermo, grazie all'interessamento della Leone Film Group che intende produrne un film di respiro internazionale.
"Non dirmi che hai paura", spiega l'autore, è una frase che il padre di Samia ripeteva spesso alle figlie: un passaggio di consegna che giunge fino alla figlia di Hodan. Somiglia molto a Samia. E anche lei, come la zia, corre.
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