Bao Publishing, Aida al confine di Vanna Vinci: come convivere con il senso di inadeguatezza
"Aida al confine" di Vanna Vinci torna in fumetteria grazie a Bao Publishing: la storia di una giovane donna disposta a dialogare con i fantasmi di una vita lungo una Trieste inedita.
“Aida al confine” torna disponibile per Bao Publishing dal 9 febbraio. Pubblicato per la prima volta nel 2003 da Kappa Edizioni, la graphic novel di Vanna Vinci è ambientata in una delle città più affascinanti d'Italia, sospesa tra presente e passato.
La trama ha come protagonista una giovane bolognese che, in seguito a una storia d'amore finita, decide di partire con il treno per raggiungere il capoluogo giuliano: luogo amato e conosciuto, città natale dei nonni e del padre scomparso prematuramente.
A Trieste, Aida soggiornerà nella storica dimora di famiglia, dove farà la conoscenza con i fantasmi dei nonni e del giovinotto Nino, fratello del nonno. Proprio grazie a Nino, Aida intraprenderà un viaggio alla scoperta di un tassello mancante, e prezioso, di sè.
Perchè la vicenda di questo parente è stata "dimenticata" dagli aneddoti di famiglia?
Sarà, dunque, questo fantasma notturno a condurre Aida lungo un doloroso vissuto attraverso una Trieste lunare, segnata dalla follia di due guerre mondiali e il sacrificio di una generazione mandata al macello. Giovani uomini dimenticati dalla storia: ”Il fronte me lo ricordo… stavamo ore in attesa, sepolti in quelle gallerie sotterranee… piene di morti, di fango, di schifezze… poi saltavamo fuori, oltre i reticolati di filo spinato, in quel pezzo di terra tra la nostra trincea e quella nemica… la cosiddetta terra di nessuno… oltre c’era il nemico, l’ignoto… tutta la nostra generazione è stata segnata dal passaggio da una sensazione di sicurezza alla paura… il ricordo più forte è proprio l’immagine di un limite, di un confine.”
Alla fine, con la consapevolezza che i nostri cari continuano a viverci dentro anche dopo la dipartita, giunge l'esigenza di voltare pagina, con una leggerezza liberatoria in barba alla fatica di vivere, al senso di inadeguatezza che potrebbe accompagnarci ovunque, comunque.
“Aida al confine” è un inno alla vita: imperfetta, sfuggente, sempre impari. Ma è anche un accorato omaggio a Trieste che, fin dall'Ottocento, è stata genuino crocevia mitteleuropeo, capace di dare natali e rifugio a scrittori come Italo Svevo, Claudio Magris, Susanna Tamaro, Reiner Maria Rilke, Stendhal, Ivo Andric – solo per citare alcuni nomi.
Per James Joyce, Trieste è stata la sua anima. Umberto Saba la descrisse con questi versi: “Trieste ha una scontrosa grazia. Se piace, è come un ragazzaccio aspro e vorace, con gli occhi azzurri e mani troppo grandi per regalare un fiore; come un amore con gelosia”.
Classe 1964, nata a Cagliari, Vanna Vinci è attiva come fumettista fin dai primi Anni Novanta. Si è aggiudicata lo Yellow Kid come miglior disegnatore di fumetti nel 1999, il premio Romics come miglior opera di scuola europea (“L’età salvaggia”) nel 2011 e il Gran Guinigi nel 2005.
Le sue opere sono pubblicate da Bao Publishing, Dargaud, Rizzoli Lizard, Hachette, Planeta, Kappa Edizioni, Kodansha.
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