La Grande Madre, la storia della Madonna Nera
Vennero i primi missionari. Era d'inverno; un inverno freddo in Gallia. Fu allora che si imbatterono in un gruppo di Celti intenti a venerare una figura femminile nell'atto di dare alla luce un bambino. Stavano adorando me: la Grande madre che tutto vede e tutto può, stella del mare, diadema della vita, donatrice di legge e redentrice.
Vennero i primi missionari. Era d'inverno; un inverno freddo in Gallia. Fu allora che si imbatterono in un gruppo di Celti intenti a venerare una figura femminile nell'atto di dare alla luce un bambino. Stavano adorando me: la Grande madre che tutto vede e tutto può, stella del mare, diadema della vita, donatrice di legge e redentrice. Ma i missionari spiegarono loro che, senza saperlo, essi adoravano un'immagine della Madonna. I Celti erano già cristiani e non lo sapevano. Dio si era dimenticato del libero arbitrio a quanto pare.
Sul luogo sacro venne costruita, come usavano fare ovunque, una chiesa. Essi invasero i miei territori, si appropriarono delle preghiere, dei canti, delle icone a me rivolte storpiandone il senso e riducendo il mio ricordo ad un pallido riflesso senza più contorno né spessore.
Così nacque la "Vergine Nera" la Madonna dal volto scuro venerata in tanti santuari.
Io iniziai a chiamarlo sopruso, abuso, violenza, mancanza di rispetto: gli studiosi lo definiscono "sincretismo."
È per questo che mia sorella Iside, dea dal loto azzurro, dea della luna crescente, immortalata col figlio Horus in braccio, fu sostituita con la neo-dea Maria.
Non fui dunque l'unica a subire questo torto; anche gli dèi del voodoo di Haiti sono stati associati alle immagine dei Santi cattolici importate dai missionari.
Il mio volto e le mie fattezze sono diventate il volto di Maria, colorato però in nero, perché quello era il mio colore.
Vago incerta tra Cagliari, Crea del Monferrato, Crotone, Loreto, Lucca, Oropa, Pescasseroli, Rivoli, Roma, San Severo, Tindari, Venezia; volo in Francia dove in novantasei luoghi ritrovo la sindone di me stessa. Io non sono più io, ma resto attaccata a questa figura ibrida, in attesa di un riscatto che non viene, in attesa di una voce che si elevi oltre le altre a svelare la verità dietro il panno dell'ignoranza.
Io la divinità dai mille nomi, la Dea Myrionyme, ridotta a ruolo esclusivo di Myrion, Maria, vergine cristiana.
Dea della fertilità, della sapienza, della caccia, della terra, dea madre, dea del tutto e del nulla, ridotta a pura icona del sesso mancato, della famiglia immacolata che nega ogni essenza vitale.
Chi è questo dio che si arroga il diritto della creazione negandolo a me che per natura dono la vita? Solo un dio pauroso, inventato da creature vigliacche e deboli poteva permettersi di calpestarmi e farmi risorgere dalle mie ceneri come creatura nuova, senza più forza né passione.
Fu Marduk, dio dei Babilonesi, che per primo usurpò il mio trono. A lui infatti si attribuì con il tempo la creazione del mondo. E io cadevo, giù, negli anfratti, scacciata da artigiani e allevatori che non curavano più la terra. E non potendomi annullare essi mi cambiarono ruolo, non più dea, ma diavolo.
Fui Lilitu diavolessa apportatrice di tempeste, femmina della lussuria.
Mi accusarono di colpire durante la notte gli uomini sposati, ispirando loro violenti desideri sessuali, senza mai soddisfarli. Lilitu, che non risparmia neppure i bambini e li soffoca nel sonno. Fui Ardat-Lili, strega che rapisce i piccoli addormentati e poi li divora. Lilitu e Ardat-Lili però non conoscevano il piacere dell'abbandono fisico, per questo motivo, anche se libidinosissime, erano dette vergini: non avevano mai amato, né avevano mai concepito e le loro mammelle non avevano mai dato il latte. La loro lussuria aveva il solo scopo del godimento fine a se stesso, era quindi sterile ed esse, pur bramandolo e sollecitando l'uomo a questo scopo, non ne erano mai appagate: erano autentiche vampire del sesso, ribelli alla condizione matrimoniale e alla procreazione.
E Lilitu colpì la fervida immaginazione degli Ebrei. La introdussero nella loro tradizione col nome di Lilith.
Divenni
moglie di Adamo, non nata dalla sua costola, ma nello stesso istante;
plasmata come lui dal fango. In un secondo momento però, forse per
paura di una visione così ugualitaria gli ebrei decisero che Lilith
doveva soccombere. Lilith non si sottomette al maschio durante la
copula e viene ripudiata dal paradiso terrestre. Si rifugia nei pressi
del Mar rosso, nella Geenna, dove si accoppia con le schiere demoniache
e in particolare con Belial generando centinaia di lilim al giorno. Dio
mandò tre angeli per convincerla a tornare dallo sposo ma lei rifiuta
ed è punita con la morte e con la creazione di Eva.
Di nuovo emarginata, allontanata, infine uccisa e poi sostituita.
Donne che sostituiscono donne, sempre più remissive e afone.
Eva nasce dalla costola di Adamo: la Dea Madre è definitivamente cancellata.
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