The Strangers: Capitolo 3 – Intervista a Madelaine Petsch
Le dichiarazioni di Madelaine Petsch
"Voglio dire, è questo il motivo per cui abbiamo girato questi film: arrivare a questo punto. Finalmente il pubblico potrà vedere la risoluzione della storia, quindi sono davvero entusiasta.
Mi sento molto fortunata ad essere così legata a Courtney Solomon. È uno dei miei migliori amici al mondo e anche un produttore fantastico. Mi sento privilegiata per essere stata accolta sotto la sua ala e per aver imparato come si realizza un film da uno dei migliori.
In sostanza, il motivo per cui abbiamo fatto questi film fin dall'inizio era raccontare un'unica grande storia, che è stata poi inevitabilmente divisa in capitoli. Quindi sono davvero felice che le persone possano vederla nel modo in cui è stata concepita: si può apprezzare davvero l'arco narrativo di Maya e l'evoluzione del personaggio nel corso dei tre film in tempo reale, mentre diventa la persona che combatte per... sai, per la vendetta, la resilienza e la risoluzione.
Il cinema è fatto per dividere, quindi so di non poter accontentare tutti con le scelte che faccio nei film, ma sono molto orgogliosa di come si conclude. Non vedo l'ora che il pubblico veda il finale. Sono pronta a congedarmi dal viaggio di Maya dopo aver passato quattro anni con lei, ma sono davvero... davvero fiera di ciò che abbiamo creato. Mi sento molto fortunata per aver ricevuto così tanta libertà creativa nell'interpretare questo personaggio, lavorando insieme allo studio, a Courtney e a Renny.
Beh, credo fermamente che ogni film vada visto al cinema, quindi bisognerebbe andarci sempre; ma per questo film in particolare, posso testimoniare il lavoro che abbiamo fatto in fase di montaggio e di missaggio del suono. Abbiamo passato tantissimo tempo ad assicurarci che ogni singolo fotogramma fosse abbinato perfettamente al suono per ogni singola cassa della sala. È un film fatto per essere visto con il pubblico. Gli horror nascono per essere vissuti insieme ad altre persone, sono molto più divertenti così.
E penso che dipenda anche dall'atmosfera in generale: questo film nello specifico è così epico e maestoso, ma allo stesso tempo così silenzioso, che guardandolo sul grande schermo ti senti molto più immerso in quel mondo rispetto a quando lo guardi a casa."
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