Venezia 76, recensione di 2 episodi della serie tv The New Pope
The New Pope è la serie tv di Paolo Sorrentino con Jude Law.
La seduzione della seconda stagione di The New Pope di Paolo Sorrentino penetra già dalla sigla iniziale, con una musica dance su cui ballano delle giovani con movenze marmoree. Traspare così subito il difetto principale della serie, pur se sono stati visionati solo l’episodio 2 e 7: l’autocompiacimento verso la perfezione della forma, a discapito della storia.
Se alla fine della prima stagione il Papa Pio XII (Jude Law) accusava un malore mentre predicava davanti ai fedeli presenti a Piazza San Marco, ora lo troviamo in coma: i cardinali stanno procedendo alla scelta del suo sostituto pro-tempore - dopo che quello rimasto in carica per poche settimane è morto per arresto cardiaco - e il Cardinale Voiello (Silvio Orlando) insieme all’entourage vaticano opta per Sir John Brannox (John Malkovich), che andrà ad assumere il nome di Giovanni Paolo III.
Le contorsioni della trama si uniscono così a quelle stilistiche, per cui vediamo donne in amplessi sul letto mentre si passano uno smartphone nelle parti intime - si tratta della responsabile marketing del Vaticano Sofia Dubois interpretata da Cécile de France - oppure lo stesso Papa Pio XIII che esce dalle acque del mare in costume da bagno mentre le astanti in bikini sulla spiaggia lo celebrano adoranti.
Quando Papa Pio XIII si sveglia dal coma dopo dodici mesi, vuole restare ancora nascosto e si fa ospitare dal cardiologo che l’ha tenuto in cura, nella sua dimora a Venezia. Qui scopre che il figlio dell’uomo è affetto da una grave malattia degenerativa, di cui la madre supplica a Lenny Belardo la guarigione. Lui è considerato dalla donna capace di effettuare miracoli.
Senza effettuare spoiler, è da qui che la trama assume una forma più compiuta, perché evoca le insidie della fede e le sue tentazioni: sarà capace Lenny di effettuare il miracolo? Appare così sullo sfondo la figura di Giovanni Paolo III, alla cui pre-elezione era stata invece dedicata tutta la seconda puntata. Innegabile è la forza dei dialoghi di The New Pope, che sono sontuosi come le scenografie. E finalmente Sorrentino può specchiarsi nella sua malìa, dorata come le cornici della case veneziana in cui Pio XIII è relegato.
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