Recensione Lee, un film discontinuo con Kate Winslet
Scopri la recensione di Lee, il film con Kate Winslet, Alexander Skarsgård: trama, cast
Elizabeth 'Lee' Miller (Kate Winslet) è una modella per Vogue America: durante la seconda guerra mondiale è una corrispondente di guerra per la rivista, diretta da Elizabeth Audrey Withers (Andrea Riseborough). Qui ritrae scene belliche, che però nel film diretto da Ellen Kuras sono solo alluse. Non emerge infatti, lo spirito rivoluzionario che animava la reporter.
Lee è relegata per un quarto del film alla relazione sentimentale con il pittore e storico Roland Penrose (Alexander Skarsgård) che diviene suo marito. Una scelta che non avvalora la tenacia per cui viene ricordata nella storia della fotografia. Conosce Pablo Picasso (Enrique Arce), Max Ernst, il poeta Paul Eluard (Vincent Colombe), Georges Braque, la giornalista Solange d’Ayen (Marion Cotillard) e Joan Mirò. Anche le scene di guerra sono centellinate, apparendo se non all’inizio. La difficoltà di superare l’agiografia che i classici film biografici televisivi propinano, viene superata a stento.
È la spigliatezza di Kate Winslet a infondere credibilità al personaggio, oltre il suo lavoro. Più che la straordinarietà di Lee, è la sua vita ordinaria a essere ritratta: e l’intento narrativo di mostrare fin dove si è spinta nelle trincee, si sconta con i limiti del documentario. Anche la scelta di mostrare il figlio (Josh O’Connor) che tenta di raccontare le gesta della madre ormai anziana, a cui lei si racconta controvoglia, appare già visto, e non aggiunge spessore alla vita della protagonista.
Un momento indicibile raccontato nel film Lee
La regista Ellen Kuras - che ha già diretto alcuni episodi delle serie tv Inventing Anna e The Umbrella Academy – si trova infatti più a suo agio nella seconda parte del film quando Lee si reca – con la fine della guerra - nel campo di concentramento di Dachau. Lee con la mano si copre la bocca per evitare l’odore fetido dei cadaveri. Nel campo fotografa gli ebrei che cercano di agguantare un po’ di pane, In una stanza, con timore reverenziale, scatta senza inquadrare una bambina rannicchiata contro il muro. In un’altra, con sgomento fotografa dei cadaveri scheletrici ammassati contro un angolo. È a quelle immagini che non riesce a sottrarsi, e che segnano la sua vita futura. Da qui avrebbe dovuto probabilmente iniziare il film, proprio perché da questo punto Lee riesce a raccontare l’indicibile, con immagini che sconvolgono il mondo.
Un film da vedere per come – pur se in maniera discontinua - affronta il rapporto tra sguardo e morte, legato ad uno dei momenti più terribili della storia dell’umanità. Il film è uscito negli Stati Uniti il 27 settembre 2024, mentre in Italia non ha ancora una data di uscita.
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