Recensione film Fuga in Normandia, il lungo ricordo con Michael Caine e Glenda Jackson
Scopri la recensione di Fuga in Normandia, il film drama con Michael Caine e Glenda Jackson. Trama, cast e critica
Fuga in Normandia (The Great Escaper) è il film drama al cinema. Bernie (Michael Caine) e Rene Jordan (Glenda Jackson) vivono in una casa di riposo a Hove, in Inghilterra, dopo che la salute di Rene è peggiorata. Bernie prestò servizio nella Royal Navy durante la Seconda Guerra Mondiale: poiché non ci sono posti liberi in nessuno dei tour di gruppo per il 70° anniversario del D-Day, si lascia convincere dalla moglie a trovare la strada per la Normandia. Parte da solo e in autobus, mentre Rene cerca di coprire la sua sparizione.
Già l’intesa tra i due protagonisti fa intravedere un afflato scolpito tra i due, e quando René balla da sola in stanza sulle note di una musica degli anni ’40, e appaiono le immagini di loro giovani che si conobbero a una festa, emerge già la ferocia del trascorrere del tempo, che traluce da loro volti.
In realtà a Rene è stata diagnosticata una malattia terminale, e le resta solo poco tempo, ma non ne ha parlato a Bernie perché lo avrebbe solo preoccupato. Ora che il personale della casa è in preda al panico per la misteriosa scomparsa di Bernie, a Rene non interessa stare sola, contenta dalla breve felicità ritrovata del marito, per la sua fuga in Normandia.
Bernie rivive sulla spiaggia i momenti dello sbarco, compresa la morte di Douglas, un amico che lui convinse a lasciare la nave e ad affrontare il suo destino, ma che poi morì: si sente anche responsabile per quanto successo.
Il dialogo tra presente e passato rende il film schietto, e quel ricordo è così indelebile che i “5000 soldati morti. Tutti inglesi” reclamano la loro dignità nel gesto di Bernie di aver abbandonato le regole della casa di cura per commemorarli. Quando Rene - una superba Glenda Jackson, scomparsa dopo le riprese del film - ripensa al momento del primo bacio con Bernie sulla spiaggia, e la rivediamo ora anziana il tempo si annida nel suo sguardo, come se non fosse mai passato, e fosse ormai indicibile quel momento, conservato in segreto solo tra loro due.
Schede
Il cast audace del film Fuga in Normandia
Il regista Oliver Parker, che ha già diretto L'esercito di papà, L'importanza di chiamarsi Ernest e Dorian Gray traccia con perspicacia la malinconia del film, anche se spesso si vita verso la facile nostalgia: la storia è ispirata alla vicenda del veterano Jordan che lasciò la casa di cura nel 2014. L’interpretazione dei due protagonisti rende questa traccia emotiva - che poteva essere di facile appiglio sul pubblico - più complicata, perché incastonata nel sangue della guerra, e nei loro smarrimento di fronte al futuro. Bernie diventa una star, perché tutti i giornali parlano ormai della sua impresa. Al ritorno Rene gli ricorda che hanno vissuto insieme ogni secondo della loro vita e non hanno mai perso il tempo che gli è stato concesso. Il film si staglia ancora più come un lungo ricordo da custodire.
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