Mostra del cinema di Venezia: recensione film Late Fame
Con protagonisti Willem Defoe e Greta Lee
Late Fame, il dramma di sentirsi superato
Late Fame presenta lo scorcio di vita di un poeta mai divenuto famoso e riscoperto da un gruppo di giovani appassionati di letteratura. Lusingato d’essere stato riscoperto, ripensa al tempo della giovinezza, forse si illude o spera di riviverla nell’interesse passionale di una giovane attrice, ma ben presto scoprirà che, nonostante gli apprezzamenti per il suo talento, il tempo è passato e la sua occasione si è ormai persa nel passato. Una amara visione della realtà, di quello che poteva essere ma non è stato, senza altra chance se non quella di accettare la sua condizione.
Nel cast spicca la talentuosa Greta Lee nel ruolo di Gloria, un’attrice eccentrica alla ricerca del ruolo che può cambiare la sua carriera, da tutti amata ma che dichiara di appartenere soltanto alla sua arte.
La regia è sceneggiatura di Late Fame sviluppano una narrazione diretta, che permette allo spettatore di cogliere ogni snodo, ogni saliente complessità del personaggio protagonista, ben interpretato da Defoe. Chi non vorrebbe avere una seconda occasione, una seconda giovinezza? Eppure nella maggior parte dei casi il tempo per viverla è semplicemente trascorso. Questo sembra esprimere la trama di Late Fame.
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