Recensione film Aliens: Romulus, nuovi spettatori per la saga
Scopri la recensione di Aliens: Romulus, il film horror con Cailee Spaeny e Isabela Merced. Trama, cast

In una stazione spaziale abbandonata, nel 2142, una sonda spaziale indaga sul relitto della USCSS Nostromo, e raccoglie un oggetto organico contenente uno Xenomorfo.
Una giovane, Rain (Cailee Spaeny) che lavora con il fratello adottivo Andy (David Jonsson) - un umano sintetico riprogrammato - alla colonia Jackson's Star, accetta di unirsi al suo ex fidanzato Tyler per viaggiare verso un'astronave abbandonata per recuperare camere di criostasi. con Aliens: Romulus, il nono della saga, lentamente il regista Fede Álvarez ci conduce in un regno sempre più tenebroso, anticipato dalla musica tesa di Benjamin Wallfisch. I giovani hanno timore della missione, ma è la colazione tra di loro a tessere un nuovo sprone di fiducia.
Le camere di criostasi consentiranno a Rain e ai suoi amici - Tyler (Archie Renaux), la sorella incinta Kay (Isabela Merced), il cugino Bjorn (Spike Fearn) e la fidanzata di Bjorn, Navarro (Aileen Wu) - di fuggire sul pianeta Yvaga. Andy è l’unico a saper interagire con il sistema informatico di bordo, anche se Rain è titubante a inviarlo: la stazione è divisa in due parti, Romulus e Remus.
Un nuovo pubblico per la saga di Alien
L’aspetto orrorifico è quello su cui si basa il film: si scopre gli esseri xenomorfi facevano parte di un fluido che gli scienziati avevano estratto e destinato a "perfezionare" gli umani in grado di sopravvivere meglio alla colonizzazione di altri pianeti. Il film non accenna al passato della saga o alla nascita degli alieni, optando per un cast giovane con lo scopo di attirare nuovi spettatori, che probabilmente non hanno visto gli altri film. Quest’opera di svecchiamento rientra nella strategia della nuova proprietà della 20th Century Fox, appunto la Disney, ansiosa di target adolescenziale. Ciò che ne scaturisce è thriller teso e intenso, che per rinvigorire il genere, è già molto. Ma il problema di fondo è che la sceneggiatura non inventa nulla di nuovo, riciclando le idee già espresse nei precedenti film, e facendo progredire la trama, senza innervare nuovi dubbi.
Notevole è l’assalto sensoriale che il film propone, con effetti speciali creati in maniera prostetica e non in digitale, come scelta iniziale del regista Álvarez, che prosegue così il suo percorso dark iniziato con Don't Breathe e proseguito con The Girl in the Spider's Web. La scena di Navarro che viene invasa da un essere xenomorfo, con il corpo che si spacca è inquietante.
Ma la mitologia creata dalla serie aspirava a qualcosa di più che assalti ai volti dei giovani coloni, almeno per raccontare da dove nacque. Se però il pubblico cui si rivolge il film è neofita piuttosto che quello dei fan, Aliens: Romulus assolve al suo ruolo ibrido di novità che conserva un tocco di nostalgia.
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