Nioh, recensione videogame per PS4: l'anima oscura di un Re benevolo
Nioh unisce lo spirito da gioco di ruolo alla componente action, per un videogioco che segue le orme dei souls-like con un sistema di combattimento alla Ninja Gaiden
Nioh è il videogioco sviluppato dal Team Ninja e pubblicato da Koch Media, un interessante progetto nato diversi anni fa e che ha visto negli ultimi mesi un percorso fatto di alpha e demo, scaricabili dal PSN di Sony. Questo campagna pubblicitaria diretta ha permesso agli sviluppatori di far conoscere e apprezzare il proprio prodotto, permettendo inoltre all’utenza di lasciare feedback e commenti sugli aspetti del gioco più problematici. Il lavoro è quindi il risultato dell’idea iniziale della software house giapponese, conosciuta per lo splendido Ninja Gaiden, unito alle modifiche caldeggiate dai consumatori, una particolare unione di forze che ha portato al rilascio della versione finale. Il titolo segue la linea tracciata dai vari Dark Souls, con una commistione di gioco di ruolo e azione, con al centro un’elevata difficoltà negli scontri, una progressione lenta e ragionata e un sistema di salvataggio particolare. Le meccaniche dei souls-like, termine che indica i videogiochi con questa struttura, vengono qui modificate e reinterpretate solamente a livello di missioni e mondo di gioco.
La trama di Nioh è un intricato rapportarsi di cultura giapponese e situazioni europee, con un prologo ambientato nella Torre di Londra, tra le fredde e umide pareti della prigione inglese. William Adams, il protagonista, è infatti capace di vedere e impossessarsi di forze soprannaturali, contenute nelle pietre magiche Amrita, un potere capace di rovesciare e indirizzare le sorti di qualsiasi ocnflitto, nello specifico quello che sta piagando la Terra del Sol Levante all’inizio del Seicento. La mitologia e iconografia giapponese è presente tanto nelle oscure e pericolose lande nipponiche, una sorta di incubo terreno, quanto nei nemici affrontati, che prendono a piene mani dall’immaginario e dal folklore orientale.
Il gameplay di Nioh verte sulle meccaniche da gioco di ruolo, con centinaia di elementi tra armi ed equippaggiamenti, e brutali scontri con nemici e boss di fine livello, in perfetto stile souls-like. La difficoltà dei combattimenti, unita alla possibilità di perdere tutte le anime recuperate, configura Nioh come il titolo dall’elevato grado di sfida, che può risultare per molti sin troppo frustrante. La progressione, lenta e ostica sopratutto nelle prime fasi, permette di recuperare oggetti di miglior qualità, utili per potenziare il nostro personaggio sia in termini di difesa che in capacità offensive. Le fasi action sono ottimamente riuscite, anche per l’esperienza pregressa maturata con Ninja Gaiden, caratteristica che dona ai combattimenti differenti strategie di offesa e stili, con l’utilizzo di armi pesanti o leggere, che modificano sensibilmente l’approccio contro i nemici. Ogni movimento, dall’attacco alla parata, dalla corsa alla schivata, consuma la barra della resistenza di William, che non può così attaccare sin quando non ne abbia recuperata a sufficienza per affondare nuovamente il colpo. La gestione della stamina, unita ai pattern di attacco degli avversari, configura Nioh come un complesso gioco d’azione, in cui ogni mossa deve esser attentamente pianificata, per non incorrere anzitempo nel game over.
La grafica di Nioh presenta un elevato carnet di personalizzazioni, con la possibilità di far girare il gioco ad una risoluzione maggiore o prediligendo il fattore fluidità, perdendo qualcosa in dettaglio e nitidezza. Su PlayStation 4 Pro, dove il titolo offre le maggiore possibilità in termini tecnici, il gioco può arrivare ad una risoluzione di 4K, dove a beneficiarne sono i contorni e la pulizia generale dell’immagine. Tuttavia, il prodotto Team Ninja non presenta un colpo d’occhio al passo con le ultime uscite videoludiche, con elementi e modellazione dei personaggi non eclatanti. Quello che invece colpisce è lo stile artistico, con ambientazioni ispirate e diversificate, oltre a boss curati dal punto di vista estetico e nell’intelligenza artificiale.
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