Zio Paperone, in tempi di Oscar fa film solo per guadagnare
Zio Paperone, sempre in balìa del desiderio di guadagnare di più, non si fa scappare neanche l’Oscar.
Zio Paperone, sempre in balìa del desiderio di guadagnare di più, non si fa scappare neanche l’Oscar. Domenica prossima ad Hollywood ci sarà la premiazione della dorata statuetta, e nel numero di Topolino in edicola da mercoledì prossimo vediamo invece il suo concittadino Topo tentare di girar un film: e non uno qualunque, bensì La dolce vita di Federico Fellini. Topolino e il ritorno alla Dolce vita (di Gagnor-Ponti e Mottura) è il titolo dell’episodio, che vede il topo davanti la fontana di Trevi per immortalare la sua Anita Ekberg mentre solca l’acqua della fontana.
Nell’episodio ovviamente Zio Paperone non c’è, è impegnato nell’episodio Zio Paperone e la sfida dei giganti (2 tempi), di C. Panaro e O. Panaro. Lui non c’è, perché lui fa film solo per guadagnare. Zio Paperone ogni volta che ha cercato di fare del cinema ha i dollari negli occhi. Basti pensare a Zio Paperone e il kolossal a sorpresa (1993) in cui decide di produrre lui stesso un film.
Mentre Topolino ha per il cinema una passione adolescenziale, quella di Zio Paperone è collocata nel territorio del guadagno puro. Un film è business – lui lo sa - e tenta di ricavarne più soldi possibili. Oppure Topo Oscar (1999), dopo lo zio ricco alza la scultorea statuetta; Zio Paperone e l\'o$car finanziario, del 1997.
È giusto così: incarna il senso del vero cinema. Far muovere le immagini su uno schermo solo per piacere, per far comprendere le proprie velleità topolinesche, oppure aspettare che incassi al botteghino? Lo stesso regista Alfred Hitchkock, quando gli chiedevano se non fosse stufo di fare sempre film thriller simili ai precedenti rispondeva: “Ci penso spesso. Ma quando so che il mio conto corrente sta aumentando, il pensiero scompare”.
Topolino invece è romantico, sogna di dirigere La dolce vita, in Cinema western (1981) dirige un film con pistoleri, in Un documentario per Indiana Pipps (2006) aiuta Quentin Tarantella famoso regista nelle riprese (mai lo farebbe Zio Paperone, senza remunerazione).
Anche in questi giorni Zio Paperone in Usa è al centro di un sondaggio: il suo personaggio è stato proclamato tra le migliori trasposizioni dei personaggi dello scrittore Charles Dickens. Il tutto avvenne nel cortometraggio animato Topolino Christmas Carol (1983), dove Zio Paperone (Scrooge McDuck) ha fatto comprendere ai lettori la narrazione di Dickens. Non a caso quando Carl Barks creò Zio Paperone nel 1947 trasse ispirazione per il carattere avaro a Ebenezer Scrooge, protagonista de Il Canto di Natale di Charles Dickens. All\'inizio della sua vita Paperone è assolutamente identico a Ebenezer Scrooge, acido, misantropo e piegato dagli anni, pur se coraggioso. Solo così riuscirà a guadagnare il suo patrimonio: il patrimonio ammonterebbe a 1200 fusomilioni (il fusomilione è una cifra così alta da fondere i meccanismi di un calcolatore!), ossia 45 fantastiliardi, ossia – secondo rivista Forbes che pubblica ogni anno la classifica dei grandi miliardari - 28,8 miliardi di dollari. Che assommati ai Deposito di Paperopoli raggiungono 2000 miliardi di dollari.
Meglio vedere il proprio film in un solo cinema oppure con le locandone appese a tutte le fermate degli autobus?
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