Il profumo delle foglie di limone di Clara Sánchez
Il profumo delle foglie di limone di Clara Sánchez esce in Spagna nel febbraio del 2010: dopo una decina di giorni, grazie al passaparola di librai e giornalisti, è tra i romanzi più venduti, mentre attira l'attenzione delle testate nazionali più influenti ("El Correo", "El País", "la Vanguardia" sollevano il caso letterario).
L'autrice comincia a ricevere minacce da parte di vecchi nazisti e di persone a loro legate che vivono, e sono in molti, indisturbati sulle coste spagnole.
Secondo "El Mundo", il romanzo "scuote la coscienza e svela l'orrore che la normalità cela".
In Spagna si scatena la polemica. Ad un anno dalla pubblicazione, il libro guida la classifica dei libri più venduti. Nel gennaio del 2011 viene pubblicato anche in Italia da Garzanti.
"Mia sorella mi aveva lasciato la sua casa al mare perché potessi riflettere con tranquillità su cosa dovevo fare, se sposarmi o meno con il padre di mio figlio. Ero incinta di cinque mesi e ogni giorno ero sempre più confusa sull'opportunità di formare una famiglia, ma era anche vero che da completa incosciente avevo lasciato il lavoro, in un periodo in cui sarebbe stato difficile trovarne un altro, e che occuparmi da sola del bambino non sarebbe stata certo una passeggiata. Per il momento era ancora nella mia pancia, ma poi... Che avrei fatto? Avrei finito per sposarmi per convenienza? Amavo Santi, ma non quanto sapevo di poter amare. Santi era a un passo, solo a un passo dal grande amore. Ma poteva anche essere che il grande amore esistesse solo nella mia testa, come il cielo, l'inferno, il paradiso, la terra promessa, Atlantide e tutte quelle cose che non vediamo e fin dall'inizio sappiamo che non vedremo mai."
Sandra, ha trent'anni: è disoccupata, non va d'accordo con i genitori e, soprattutto, è incinta per caso. E' un assolato settembre: la ragazza trascorre le sue giornate in solitudine al mare. Sotto il sole, con il profumo dei limoni che raggiunge la riva, i pensieri fuggono lontano.
Una mattina, vittima di un malore, viene soccorsa da una coppia di adorabili vecchietti, Fredrik e Karin Christensen che l'accoglieranno come una nipote adottiva nella lussuosa villa di proprietà, introducendola nella loro cerchia di fascinosi amici. Sandra accetta di diventare la dama di compagnia della vecchia Karin e inizia a fantasticare sull'eredità:
"Non avevo mai conosciuto i miei nonni, erano morti quando ero piccola. Ora la vita mi ricompensava con quei due nonni, dei quali non mi sarebbe dispiaciuto essere la nipote preferita o meglio l'unica, la depositaria di tutto il loro affetto e... di tutti i loro averi, quei beni favolosi per i quali non si deve lottare e che non bisogna neppure desiderare, perché li si ottiene per diritto di nascita. Forse ciò che non mi avevano dato i legami di sangue me lo stava dando il destino."
Tuttavia, la coppia nasconde un passato di orrori: aguzzini nazisti che invecchiano senza cambiare.
Julián, sopravvissuto al campo di concentramento di Mauthausen, sta dando loro la caccia fino a scoprire la prossima vittima dei Christensen:
"Scesero dall'auto. Era lui, ancora altissimo, magro, con le spalle larghe, le gambe e le braccia lunghe. Aprì il bagagliaio e tirò fuori un ombrellone, una borsa frigorifero e due sedie a sdraio. Lei, invece, non l'avrei riconosciuta. Il suo corpo sembrava completamente alterato: camminava senza agilità, era ingrassata e deforme. Indossava un ampio prendisole rosa aperto sui lati, lui dei pantaloni corti, una camicia abbondante e dei sandali. La ragazza portava una maglietta sopra il costume da bagno, un cappellino, l'asciugamano in spalla. Era giovane, doveva avere al massimo trent'anni; non era né mora né bionda, piuttosto castana, nonostante una tinta rossa le coprisse parte dei capelli. Aveva un tatuaggio nero e rosso sulla caviglia che sembrava una farfalla e un altro sulla schiena, dei caratteri cinesi o giapponesi, in nero. Una vittima perfetta per i Christensen. Potevano averla conosciuta in spiaggia e aver messo gli occhi su di lei per succhiarle un po' di sangue fresco, per succhiarle l'energia, per contagiarsi con la sua freschezza. La gente in fondo cambia poco, e per Fredrik ogni suo simile era un essere di cui poteva approfittare per rubargli qualcosa. Non si cambia in due giorni, e nemmeno in quarant'anni: io nel profondo non ero cambiato."
Nato da un'esperienza reale dell'autrice, Il profumo delle foglie di limone è un romanzo sulla paura: "Sulla paura di non conoscere ciò che ci circonda, sulla paura di venire manipolati" - dichiara - ed è "soprattutto, un romanzo d'avventura".
Clara Sánchez, Il profumo delle foglie di limone, Garzanti, Collana Narratori moderni, pp 360, Euro 18,60 - Isbn 9788811686620
© Riproduzione riservata
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