Serie su History Channel: Dal trionfo alla caduta del grande impero romano
Vicende dei protagonisti che hanno portato al potere planetario di Roma fino al declino
Da questa sera, una serie, la più lunga mai dedicata all'antica Roma: "Il trionfo e la caduta". Segue le vicende dei protagonisti, del trionfo planetario di Roma e poi del suo lento e inesorabile declino. I protagonisti non sono solo i generali e gli imperatori romani, ma anche i grandi condottieri barbari che non cessarono mai di minacciare la supremazia romana.
\r\nDalle origini dal nome Brenno può significare in celtico Corvo. I druidi in caso di guerra riunivano la tribù, ed eleggevano il condottiero, il Brennus. Inoltre era usanza tra le popolazioni celtiche, utilizzare come nomi propri i nomi degli animali, per sottolineare un tratto fisico o del carattere, legato allo spirito primordiale della natura, come ad esempio Lupo, cigno, cinghiale. Anche Brennan o Bran, (il Dio celtico della guerra), era spesso rappresentato dallo spirito animalesco del corvo e veniva ricordato come il Corvo Benedetto.
\r\nSecondo alcuni storici invece, data la grande personalità del condottiero, in seguito il nome proprio avrebbe preso il significato di capo, nello stesso modo in cui, ad esempio, anche il nome Cesare, fu utilizzato da altre culture, per designare le più alte cariche, in diverse fasi storiche.
\r\nIn 6 anni Brenno unificò le tribù dei Galli Senoni, conquistando tutte le terre tra la Romagna e il Piceno. Quindi Brenno assediò Chiusi, città Etrusca che invocò l'aiuto di Roma. Il Senato romano inviò a Chiusi tre emissari, allo scopo di mediare tra i Galli e gli assediati. L'ambasceria Romana tuttavia non rimase neutrale e ben presto i Romani dichiararono guerra ai Senoni, nella difesa di Chiusi.
\r\nBrenno, sdegnato, dopo aver espugnato e saccheggiato la città, marciò alla testa dei suoi Galli verso Roma. Il Senato, non appena avuta notizia di quanto stesse accadendo, ricorse alla leva generale (tumultus) per formare un esercito che fermasse l'avanzata dei Galli. Venne approntato uno sbarramento, sulla riva sinistra del Tevere, in corrispondenza dell'immissione del modesto affluente Allia.
\r\nAl momento del contatto con i Senoni, il 18 luglio del 390 a.C., l'esercito romano non si dimostrò all'altezza della situazione e fu sonoramente sconfitto nella vasta piana, oggi detta della Marcigliana (Battaglia del fiume Allia).
\r\nPresi dal panico, molti fra soldati e cittadini romani preferirono rifugiarsi nelle città vicine, come Caere e Veio; chi restò in città organizzò le difese sulle posizioni più facilmente difendibili, come il Campidoglio. La tradizione vuole, che quando i Galli entrarono in Roma, trovarono solo i Senatori pronti ad accoglierli nella Curia romana. Uccisi i senatori, i Galli iniziarono a saccheggiare Roma (Sacco di Roma), quasi del tutto indifesa.
\r\nMentre era in corso il Sacco di Roma, i Romani iniziarono ad organizzare le prime forme di resistenza. Marco Furio Camillo, sebbene esiliato dai suoi concittadini ad Ardea, inflisse alcune sconfitte ai Galli sui campi di battaglia, nei dintorni della città. Brenno si accorse ben presto che, sebbene egli controllasse Roma, c'era il concreto rischio che si raggiungesse una condizione di stallo, potenzialmente pericolosa per il suo esercito.
\r\nProbabilmente per questo motivo, il condottiero barbaro propose ai magistrati romani di riscattare la città, contro il versamento di 1000 libbre d'oro. I Romani dapprima accettarono, poi protestarono sostenendo che le bilance utilizzate per la pesa del riscatto fossero state alterate; Brenno allora gettò sul piatto dei pesi, anche la sua spada, (in modo da aumentare il valore del bottino richiesto ai Romani), pronunciando la famosa frase "Vae victis!", "Guai ai Vinti!". È molto probabile che, ottenuto dai Romani quanto richiesto, i Galli abbiano abbandonato la città per tornare alle proprie terre, terminando la campagna di invasione.
\r\nUn vero e proprio excursus, che permetterà a tutti gli spettatori di saperne di più, sulle lotte contro i barbari, sull'avvento del Cristianesimo, sulle ragioni che portarono alla fine dell'impero romano. Un tuffo indietro nel tempo per conoscere personalità quali Spartaco e Costantino.
\r\nI produttori di questa serie hanno accuratamente ricostruito le strade dell'antica Roma, le principali battaglie degli eserciti romani e i villaggi dei barbari, ai confini dell'impero. Sono 13 episodi che illustrano in maniera originale la storia della Città Eterna.
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