Killer in Red: incontro con il regista del cortometraggio Paolo Sorrentino e Clive Owen
"Killer in Red" è il cortometraggio di Paolo Sorrentino: Clive Owen e Caroline Tillette sono i protagonisti.
Mauxa ha partecipato all’incontro con Paolo Sorrentino e Clive Owen, che hanno presentato il cortometraggio "Killer in Red”. Il progetto fa parte della campagna di una nota azienda di beverage italiana: "Killer in Red” è anche il nome del nuovo cocktail.
D. Come mai hai scelto di realizzare questo cortometraggio?
Paolo Sorrentino. La Campari ha a una storia nella produzione di video di fiction. Hanno un museo con opere di Depero, per loro ha lavorato anche Fellini. Era per me un onore lavorare a questo progetto.
Federico Fellini realizzò per l’azienda lo spot del 1984, in cui un uomo e una donna sono seduti in un treno, lei con un telecomando cambia il paesaggio oltre il finestrino: dopo Piramidi, foreste l’uomo sintonia sulla Torre di Pisa. Il titolo era “Oh, che bel paesaggio” con Silvia Dionisio e Victor Poletti.
D. Come ti sei trovato in un set particolare come quello di un bar?
Clive Owen. È stato entusiasmante, sopratutto per le location utilizzate. Oggi non è usuale lavorare in un film noir.
"Killer in Red” racconta infatti di un Floyd, un bartender che negli anni ’80 incontra il personaggio interpretato da Clive Owen: nel bar Floyd - che legge nella mente dei clienti per preparatore il cocktail perfetto - ripercorre la storia della “Signora in rosso”, di cui il personaggio di Owen s’innamora, con un finale inatteso.
D. Il cortometraggio è un mezzo che senti tuo?
P. S. No, io sono logorroico al cinema. È difficile essere corto, e infatti loro volevano che fosse più breve. Per me infatti è complicato (ride).
D. La presenza di un bar come location è usuale ne tuoi film, come ne “Le conseguenze dell’amore”, o “La grande bellezza”. Come mai?
P. S. In quegli anni, nel brioso in cui è ambientato il corto io ho frequentato molti bar. Non c’era nulla da fare. È anche il luogo dove si impara a stare al mondo, mettendo in campo le proprie capacità di seduzione.
D. Come è stato lavorare con un regista come Sorrentino?
C. O. Paolo è stato capace di gestire le location raccontando una storia particolare. Mi sono trovato benissimo con lui. È l’ambientazione era fenomenale.
D. Clive Owen che tipo di attore è?
P. S. Clive è uno dei migliori attori del suo tempo. È inglese, e gli attori con questa formazione sono quelli con maggiore talento e professionalità. È un solco quello della recitazione inglese in cui agli attori si può chiedere tutto.
D. Cosa bevi di solito?
P. S. Lo spritz.
D. Come è avvenuta la scelta della protagonista femminile, l’attrice Caroline Tillette?
P. S. La storia è di genere noir, e il noir ha delle regole ben precise. E al centro del desiderio maschile c'è la femme fatale. Caroline si prestava bene, è una figura in grado di devastare il desiderio maschile.
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