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Recensione film I segreti di Wind River, la frontiera secondo Taylor Sheridan

L'FBI indaga su un inquietante caso nella riserva indiana di Wind River, in sala dal 5 aprile.

Recensione film I segreti di Wind River, la frontiera secondo Taylor Sheridan

I segreti di Wind River segna il debutto alla regia di un apprezzato sceneggiatore, Taylor Sheridan. Dopo Sicario e Hell or High Water, entrambi candidati a diversi Oscar, con questo neo western Sheridan completa la trilogia incentrata su quello che è rimasto del concetto di frontiera negli Stati Uniti oggi.
I segreti di Wind River è basato su accadimenti reali, sottolinea il film, informando lo spettatore che la scomparsa delle donne, tra i nativi americani, rimane drammaticamente senza numero, visto che alcun monitoraggio è previsto a riguardo.

Ambientato nella riserva indiana di Wind River, in Wyoming, il film comincia con un sequenza notturna. Una ragazza corre, scalza e disperata. La scena seguente introduce Cory Lambert (Jeremy Renner). Ha sotto mira un lupo ed è costretto ad abbatterlo. Non solo i lupi rappresentano una minaccia per il bestiame locale, la caccia è aperta anche per un coguaro. La guardia forestale si imbatte nel cadavere di una giovane arapaho: è Natalie Hanson (Kelsey Asbille). Cory la conosce da sempre, era la migliore amica di sua figlia, scomparsa in circostanze mai chiarite una notte di tre anni prima.


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