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Intervista all’attore Bryan Brown: da ‘Cocktail’ al nuovo film ‘Sweet Country’

07/11/2017 08:00
Intervista all’attore Bryan Brown da ‘Cocktail’ al nuovo film ‘Sweet Country

Mauxa ha intervistato l’attore Bryan Brown.

Bryan Brown è uno degli interpreti più eclettici del panorama audiovisivo australiano. È passato dal ruolo di Luke O’Neill nella miniserie “Uccelli di rovo” (1983) per cui fu candidato all’Emmy, a “Esecuzione di un eroe” (1980). Nel 1988 lavora a “Cocktail” con Tom Cruise, nel ruolo del suo mentore dietro il bancone, Doug Coughlin. In “Gorilla nella nebbia” è il fotografo inviato dal National Geographic per raccontare la vicenda di Dian Fossey (Sigourney Weaver) di cui s’innamora.

In “Australia” (2008) con Nicole Kidman e Hugh Jackman è King Carney, per poi optare anche per il fantasy con “Gods of Egypt”, fino alla seria tv comedy-crime “Old School” con il collega Sam Neill.

Mauxa l’ha intervistato in occasione del film “Sweet Country”, in concorso alla Mostra del Cinema di Venezia. Nel film interpreta il Sergente Fletcher, che nell’Australia del 1929 non ammette uno schiavo nero, Sam Kelly abbia ucciso il padrone violento per legittima difesa.

D. Nel film lei interpreta un personaggio tanto positivo quanto negativo. Ce ne può parlare?
Bryan Brown. Mi fa piacere che lo descriva come un personaggio in parte positivo. È un uomo che conduce una vita isolata in un posto dove c’è solo lo stretto indispensabile, si potrebbe dire quasi da “sopravvivenza”. Qualcuno deve rappresentare la legge, in quella cittadina, e quella persona è lui. È questa la sua responsabilità, e non si tira mai indietro. Quando si verifica un omicidio è suo dovere catturare il colpevole. Insomma, è un personaggio caratterizzato dalla devozione al suo lavoro. Quando ho letto la prima bozza della sceneggiatura, era descritto come razzista, diceva: “Prenderò quel bastardo nero”, e cose del genere. Così ho detto a Warwick (Thornton, il regista n.d.r.): “All’inizio del film abbiamo già un personaggio razzista, non ci serve dire che anche il mio lo è. Descriviamolo semplicemente come una persona dura”. Quando gli dà la caccia, non lo fa perché è nero; gli dà la caccia perché è un assassino. È questa l’interpretazione che volevo dargli. Lui pensa: “Quest’uomo ha ucciso, è scappato, è un assassino”. Poi al processo scopre che quell’uomo ha commesso un omicidio per un motivo, e secondo me lo accetta.

D. Il film è stato girato interamente in esterni. Qual è stata la difficoltà più grande da superare, durante le riprese?

Bryan Brown. Il caldo, direi. C’erano 43 gradi tutti i giorni, dovevamo indossare dei costumi pesanti, e stavamo quasi sempre all’aperto. Quindi cercavamo di non sprecare le energie. Probabilmente la cosa più difficile è stata adattarci al territorio. La parte più divertente è stata l’andare a cavallo. Abbiamo cavalcato molto più di quanto si veda nel film, ed è stato davvero divertente. Le armi da fuoco, le pistole, tutte quelle cose che piace fare a noi “maschi”.

D. Ha un personaggio che le piacerebbe interpretare?
Bryan Brown. Ormai sono un po’ vecchio per farlo, ma credo che mi piacerebbe interpretare Ned Kelly. Ha presente quel momento nel film, quando compare sullo schermo, e dice “Ned Kelly era un criminale”. Era un “bush ranger” australiano (banditi armati che usavano il bush come rifugio, n.d.r.). A 25 anni mi sarebbe piaciuto molto i interpretarlo.

D. Di recente si parla molto di immigrazione e razzismo velato. Crede che il film possa fare luce su questo argomento?
Bryan Brown. Sì, dobbiamo fare i conti con queste cose. Non puoi passare la vita a non pensare, film come questo ci spingono a riflettere sul nostro mondo.

D. Quale sarà il suo prossimo progetto?
Bryan Brown. Non sto girando nessun film al momento, ma sono anche un produttore. Ho un progetto di cui dovrebbero cominciare le riprese a maggio del prossimo anno. Passerò gennaio, febbraio, marzo ad organizzare bene il tutto. Il lato positivo è che se domani qualcuno mi chiamasse per propormi una storia interessante, potrei accettare subito. Non so mai cosa mi riserverà il futuro. Io voglio solo fare l’attore: quel che sarà, sarà.

 
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