X

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare le funzionalità di navigazione, inviarti pubblicità e servizi in linea con le tue preferenze. Per saperne di più clicca qui. Continuando la navigazione, scorrendo la pagina o cliccando altri elementi del sito o pagine presenti nel sito acconsenti all'uso dei cookie.

 

Recensione del film Alibi.com

28/09/2017 08:00
Recensione del film Alibi.com

Alibi.com è il film commedia di Philippe Lacheau.

Alibi.com è il film di Philippe Lacheau con Élodie Fontan, Julien Arruti e Tarek Boudali.

Nella scena della narcolessia, l’amico Mehdi (Tarek Boudali) è alla guida dell’auto, e gli amici gli chiedono se sia sia ricordato di portare una foto. Lui non risponde perché si è addormentato, vittima della narcolessia. I tre rischiano di sbandare e gli chiedono se si voglia fermare ad un’area di sosta. Lui non risponde, perché di nuovo appisolato. Pur nella semplicità della scena c’è la scelta di un dettaglio più raffinato della semplice comicità, quella di una patologia clinica d cui irridere e che suscita ilarità.

E il film “Alibi.com" prosegue per varie trovate simili, in cui i protagonisti mettono in scena le loro ingegnosità per costruire una trama semplice ma potente: il titolo nasce dal sito web che il protagonista Grégory Van Huffel (Philippe Lacheau) apre per consentire a chiunque di trovare un alibi che coprano gesti discutibili, come tradimenti coniugali, assenteismo dal lavoro, preservare una vita privata.

Ad aiutarlo in questa impresa sono proprio Mehdi e Augustin (Julien Arruti). Grégory conosce Flo Martin (Élodie Fontan) e se ne innamora, ma deve nasconderete il suo vero lavoro e s’improvvisa uno steward. Quando si presenta in ufficio l’adulto Gérard (Jean-Claude) che intende usufruire del servizio per celare il suo rapporto extraconiugale, Grégory non sa come affrontare la situazione dal momento che l’uomo è il padre di Flo Martin.

Si comprende come il film prosegua per menzogne, intrighi, svelamenti: ma sono necessari per portare a conclusione una tema nata da un’idea molto originale che vale metà del film. Quel richiamo iniziale che porta poi lo spettatore ad incuriosirsi della storia, tanto che “Alibi.com” ha ottenuto finora un incasso di 27 milioni di dollari, così come altre commedie d’oltralpe. “Giù al Nord” (2008) - da cui fu tratto “Benvenuti al sud” - superò i 245 milioni, raccontando il tentativo di una coppia di trasferirsi dalla Provenza alla Francia meridionale. Oppure “Quasi amici - Intouchables” “(2011), storia di un tetraplegico e del trasandato badante, che ha superato 426.6 milioni.

A queste trovate beffarde si aggiunge in "Alibi.com" anche un budget cospicuo, tanto che i set in cui è girato il film sono 70. Le scenografie rimandano alle atmosfere degli anni ’80, tanto che gli uffici di Alibi.com contengono un flipper, il cruscotto del film “Ritorno al futuro”. Le canzoni usate sono “Gimme Some Loving” di The Spencer Davis Group, e “Total Eclipse of the Heart” di Bonnie Tyler, che fano rivive un periodo pop della cultura che si lega alla spensieratezza del film. Non mancano gag con gli animali, sullo stile di “Tutti pazzi per Mary” e “Alla fine arriva Polly”.

La regia trascurata di Philippe Lacheau non rende onore alla storia: Lachenau ha co-diretto anche “Babysitting 1 e 2”, vicenda di un improvvisato baby-sitter che scompare con il bambino accudito.

Ma i vari elementi del film rendono la pellicola gustosa, per come sa offrire una sferzata di novità nelle ripetitive sceneggiature delle commedie.

 
© Riproduzione riservata
Home
 
Personaggi correlati
Philippe Lacheau

 
Galleria fotografica


Da non perdere
Ultime news
Recensioni
pixel sony skin pixel sony skin