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Venezia 2017: The Rape of Recy Taylor di Nancy Buirski

07/09/2017 09:00
Venezia 2017 The Rape of Recy Taylor di Nancy Buirski

74° Mostra internazionale del cinema di Venezia, presentato in concorso nella sezione Orizzonti il documentario diretto da Nancy Buirski

The Rape of Recy Taylor è il documentario diretto da Nancy Buirski che come dichiarato dalla stessa regista è stato ispirato dal libro di Danielle L. McGuire. La scrittrice statunitense ha tratteggiato l’importanza ed il contributo offerto dalle donne nella lotta per i diritti civili in America. Nancy Buirski si è incuriosita alla vicenda che ha visto coinvolta la giovanissima Recy Taylor: una giovane donna nera che negli anni quaranta venne rapita e violata da sei uomini bianchi. La regista americana compie un’opera incisiva e potente che definisce le difficoltà incontrate da Recy Taylor nell’ottenere giustizia oltre alla perseveranza e ad il coraggio di una donna dignitosa, contestualizzandola come uno dei fatti principali che ha dato avvio alla lotta per i diritti civili.

Trama del documentario The Rape of Recy Taylor. Recy Taylor era una donna nera di ventiquattro anni madre di una bambina che frequentava la locale chiesa in una piccola comunità dell’Alabama. In una sera del 1944, di ritorno a casa, fu costretta a salire in un auto da sei ragazzi bianchi, minacciata di morte fu obbligata a subire violenza. La brutalità subita da Recy Taylor le impedì di avere altri figli. Lei invece di accettare il suo destino come la maggior parte delle donne nere stuprate da uomini bianchi, denunciò i suoi aggressori attirando l’attenzione del comitato per i diritti civili che inviò Rosa Parks ad indagare sull’accaduto. La denuncia di Recy Taylor giunse per due volte di fronte al Grand jury ma le giurie composte da soli bianchi non hanno concesso giustizia alla giovane donna.

Nancy Buirski compie un’opera eccelsa, con sequenze vivide che catturano in soggettiva gli ampi spazi dell’Alabama, alternandole con riprese di repertorio, fino all’inquadrature dei relatori, senza mai interrompere il flusso unico e continuo della narrazione. La storia scorre fluida, precisa e ricca di dettagli, senza mai appesantire lo spettatore.

Emerge il quadro di una donna forte che non si è piegata alle vetuste regole imposte dagli uomini in un contesto derivato dalle piantagioni schiaviste dove i bianchi si sentivano in diritto di ottenere l’intimità di donne nere senza il loro consenso, contando sul silenzio di quest’ultime, considerandolo un atto dovuto. Recy Taylor fu una delle prime donne che denunciò l’ingiustizia subita, ottenendo pubbliche scuse solo pochi anni fa. Nella sua lotta fu aiutata da Rosa Parks che diede vita al boicottaggio degli autobus a Montgomery, quando nel 1955 rifiutò di cedere il suo posto ad un bianco. The Rape of Recy Taylor presenta la denuncia di Recy Taylor come l’atto iniziale della lotta per i diritti civili che culmina con la dignitosa azione di Rosa Parks a Montgomery.
Nancy Buirski ha il merito di dettagliare non solo l’importanza dell’attività di Recy Taylor e Rosa Parks ma anche le difficoltà, le discriminazione ed i pregiudizi che ancora oggi persistono.

 
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