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Festival di Venezia 2017, i ruoli delle donne al cinema: incontro con Kate Bosworth e Zosia Mamet

03/09/2017 08:00
Festival di Venezia 2017ruoli delle donne al cinema incontro con Kate Bosworth Zosia Mamet

Le attrici Kate Bosworth e Zosia Mamet hanno partecipato ad un incontro in cui si è discusso delle disparità tra uomini e donne ad Hollywood

Kate Bosworth ha lavorato in film come “L'uomo che sussurrava ai cavalli”, “Superman Returns” (2006) nel ruolo Lois Lane, “Still Alice”. Con “Nona” è anche produttrice, per un film che racconta del traffico sessuale dell'America centrale. Zosia Mamet ha lavorato alla serie “Gilrs” nel ruolo di Shoshanna Shapiro: al Festival di Venezia hanno partecipato ad un’incontro in cui hanno parlato della disparità di trattamento tra uomini e donne ancora presente al cinema.

D. Come mai avete scelto la strada della produzione?
Zosia Mamet. Quello che mi interessa è l'ambiente che creiamo, per questo io e mio marito abbiamo creato una casa di produzione. Soprattutto organizzare delle piattaforme di lancio per gli altri: anche noi siamo attori, per questo abbiamo capito che era importane aiutare altri lavori ad essere veicolati.

Kate Bosworth. Mio marito ama le storie di donne, l'idea di un’eroina che fatica per raggiungere un obbiettivo. I grandi ruoli di solito vanno a pochissime donne scelte. In tal senso “Nona” è un lungometraggio che è stato sviluppato dai racconti di alcune donne che sono condotte a Los Angeles con la prospettiva del sogno americano ed invece diventano schiave del sesso. La sicurezza è stato quello su cui abbiamo speso la maggior parte del budget , perché dovevamo sapere quando gli esponenti del cartello stavano scoprendo che eravamo al lavoro.

Quindi esiste ancora un pregiudizio sul lavoro delle donne?
Zosia Mamet. Spesso siamo costrette ad accettare ruoli di arredamento, come li chiamo io. Riguarda tutti, sei come un divano e ti trattano come un divano .

E’ una problematica che sembra non trovare soluzione.

Kate Bosworth. Secondo me non è un peso parlare di queste cose. L'unica cosa che dico è se il ruolo mi piace, molto spesso prima scelgono l'uomo. Lavoro nel cinema da venti anni, ottenni il ruolo di “Blue Crush” nel 2002 in cui avevo il ruolo di una surfista perché lo desideravo molto. Ho abbandonato il college e sono andata a Los Angeles, facevo anche sei audizioni al giorno. Ho dovuto imparare a fare surf, e crescendo mi sono chiesta cosa ci facessi in questa struttura che non mi apparteneva più solo come attrice.

Zosia Mamet. Secondo me occorre aiutarsi, se Patty Jenkins con il film “Wonder Woman” ha successo lo ha per tutti. Attualmente nell’industria del cinema c’è un’eccessiva attenzione per la gioventù. È viva anche Julienne Moore. Invece molte donne hanno preso l'onda giusta dopo i trenta anni.

D. Perché hai abbandonato Girls?
Zosia Mamet. L'esperienza è stata bellissima , ma dalla stagione uno in poi i ruoli erano proprio differenti. Sembra che noi come donne siamo un tutt'uno con il personaggio che interpretiamo.

Kate Bosworth. Questo è vero. Vieni continuamente identificata con il personaggio che hai interpretato . A me proponevano sempre ruoli sportivi, dopo il successo di “Blue Crush”, pensando che facessi solo surf. Invece ad un uomo ciò non accade.

 
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