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Intervista a S. Leigh Savidge, lo sceneggiatore candidato all'Oscar racconta il film 'Straight Outta Compton'

27/02/2017 07:30
Intervista S. Leigh Savidge lo sceneggiatore candidato all'Oscar racconta il film 'Straight Outta Co

Mauxa ha intervistato S. Leigh Savidge, sceneggiatore e produttore candidato all'Oscar nel 2016 per il film "Straight Outta Compton".

La notte degli Oscar svoltasi ieri ha tra le sezioni anche quella riservata ai film con sceneggiatura originale (Best Writing, Original Screenplay), inaugurata nel 1940. Prima di allora esisteva il premio Oscar al miglior soggetto, poi confluito in questo.

Mauxa ha intervistato S. Leigh Savidge, che nel 2016 è stato candidato a questo premio con Andrea Berloff, Jonathan Herman e Alan Wenkus per il film “Straight Outta Compton”. Il film è diretto da F. Gary Gray e ha nel cast O'Shea Jackson Jr., Corey Hawkins, Jason Mitchell e Paul Giamatti: ha incassato in totale 201.6 milioni di dollari. Racconta della nascita della band N.W.A (acronimo di Niggaz Wit' Attitudes), gruppo musicale rap statunitense tra i più influenti della storia del gangsta rap.

D. Nel film "Straight Outta Compton" i protagonisti sono ragazzi che usano la musica per ribellarsi. Com’è nata l'idea della sceneggiatura?

S. Leigh Savidge. La mia azienda, la Xenon Pictures Inc. è stato il primo distributore di film indipendenti orientati al pubblico afro-americani, qui negli Stati Uniti. Abbiamo lavorato per due anni, fino a quando si è formato il gruppo rap N. W. A., e la Ruthless Records ha pubblicato l’album “Straight Outta Compton” in vinile. Così ho iniziato a comprendere come questa musica abbracciasse gli adolescenti ma anche gli appassionati di tutte le razze e religioni. Inoltre influenzava le abitudini di acquisto dei consumatori degli Stati Uniti e, per estensione, le opportunità dei perfomer afro-americani qui. Era chiaro che la musica ha rappresentato un punto di svolta nella storia degli Stati Uniti e di conseguenza la storia dietro la musica doveva essere raccontata.

D. Il processo di produzione è stato difficile?

S. L. S. La Xenon Pictures ha ceduto il progetto originale della sceneggiatura di “Straight Outta Compton” alla New Line Cinema nel 2006. Nell'ambito di tale operazione, avevamo eseguito un "accordo commerciale" con la vedova di Eazy E., Tomica Woods Wright la quale avrebbe concesso i diritti di edizione musicale di Ruthless nella mia sceneggiatura. Quello che voleva dire era che lei approvava il ritratto di Eazy e il tono del racconto nel mio progetto. È stato un progetto confezionato in questa maniera. Ma entrambi gli studi, New Line e successivamente Universal che hanno acquistato il progetto dalla New Line nel 2014 hanno ritenuto che avevano bisogno del pieno sostegno di Ice Cube e Dr. Dre per promuovere il film. Così ciascuno di essi ha insistito per avere i personaggi nel film, alla pari di quello di Eazy (interpretato da Jason Mitchell, n.d.r.). Quindi è stata questa la maggiore difficoltà nel realizzare il film. Tomica doveva essere persuasa a cedere i suoi diritti musicali per un film che era essenzialmente la stesso, ma riscritto per proporre dei dettagli sul rapporto tra Eazy, Cube e Dre, tanto quanto Eazy e Ruthless, con Cube e Dre come personaggi non principali. Per risolvere questi problemi sono voluti otto anni, con diversi sceneggiatori che hanno collaborato e in ultima analisi, un nuovo studio che è intervenuto. Una volta che questi problemi sono stati risolti, la produzione ha proceduto in maniera abbastanza agevole.

D. Il film è stato nominato per l’Oscar nel 2016 come migliore sceneggiatura originale. Qual è stata l’emozione?

S. L. S. Dal 1940, solo 600 persone sono state nominate all'Oscar per la miglior sceneggiatura originale. Quindi, sì: ci si sente grandi nell’essere tra quelle persone.

D. La tua società, la Xenon Pictures Inc. su cosa si focalizza?

S. L. S. La Xenon Pictures ha vari progetti che presenta agli studios, circa 12-13 tutto sommato. Come “Straight Outta Compton”, alcuni dei progetti hanno una componente di script oppure inerente dei diritti musicali. Penso che i due che potrebbero interessare ai lettori di Mauxa siano “Welcome to Death Row", una serie di dieci ore che si concentra su l'ascesa e la caduta della Death Row Records (una casa discografica rap, n. D. R.), che è un sequel presuntivo di Compton; e “Sub Pop”, che esamina la casa discografica che ha permesso di sviluppare il lavoro dei Nirvana e Mudhoney, pubblicando anche il primo EP dei Soundgarden e Green River (che in seguito si trasformarono in Pearl Jam). Inoltre ha anche creato e commercializzato il cosiddetto movimento della grunge music nel mondo.

D. La vostra attività è a Los Angeles. Qual è la situazione delle produzioni audiovisive, dai film a serie tv, passando per le web series?

S. L. S. Il grande cambiamento nel business è che due società le cui radici sono nella tecnologia, Amazon e Netflix, sono diventati i principali attori nella creazione e distribuzione di contenuti filmati a livello globale. Essi stanno abbracciando il contenuto, quindi i creatori di questi prodotti hanno delle opportunità che non troverebbero interesse presso altri studios. Per entrambe le società, l’approccio al mercato è data-driven come qualsiasi altra cosa. Essi sono alla ricerca di ciò che i consumatori nelle loro reti stanno chiedendo, ciò che sembra essere l’elemento più comparato: basandosi su ciò prendono le loro decisioni di creazione dei contenuti, almeno per la gran parte. L'altro grande cambiamento è la proliferazione di canali digitali che mostreranno i contenuti. Ciò ha portato a nuove opportunità per i creatori di contenuti che operano sia nell’audiovisivo di breve durata che in quello di lunga durata, cosicché i loro lavori vengano mostrati.

D. Qual è il tuo film italiano preferito?

S. L. S. Domanda difficile. C'è la roba migliore credo nel periodo neorealista italiano: “Ladri di biciclette”, andando in Francia mi piace anche “I 400 colpi” di Truffaut. Amo Fellini, e il film “8 1/2”. Poi ci sono gli Spaghetti western di Sergio Leone, con Clint Eastwood. E “Nuovo Cinema Paradiso”.

 
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