X

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare le funzionalità di navigazione, inviarti pubblicità e servizi in linea con le tue preferenze. Per saperne di più clicca qui. Continuando la navigazione, scorrendo la pagina o cliccando altri elementi del sito o pagine presenti nel sito acconsenti all'uso dei cookie.

 

Recensione del film Moonlight

15/02/2017 07:30
Recensione del film Moonlight

"Moonlight" è il film di Barry Jenkins tratto da una pièce teatrale. Il film è candidato all'Oscar.

Moonlight è un film di Barry Jenkins, con Trevante Rhodes, Janelle Monáe, Naomie Harris e André Holland.

La produzione di Dede Gardner e Jeremy Kleiner per la Plan B Entertainment di proprietà di Brad Pitt non sbaglia argomenti: già si era confrontata con “12 anni schiavo” (2013) , “Selma” (2014) e “True Story” (2015). Segno di una ricerca continua sui testi: per “Moonlight” si è optato per un regista che ha studiato drammaturgia presso la Florida State University, e la vicenda del film è stata tratta dalla pièce “Moonlight Black Boys Look Blue” di Tarell Alvin McCraney.

I tempi del film sono dilatati, come nella scena del pranzo del giovane ragazzo di colore Chiron presso la nuova famiglia di Juan e Teresa. Chiron parla poco, vive a Miami, è timido e vittima spesso del bullismo. “Sotto la luce lunare, i ragazzini neri sembrano blu”, dice Juan ipotizzando una difficoltà di fuga anche mentale. Così il regista Barry Jenkins sceglie di filmare le vicissitudini in maniera quasi documentaria, però con colori sovra-esposti, sanando la possibilità che Chiron si riserva di evadere. È uno stile raro per un film prodotto ad Hollywood da una delle società più attente al business, avendo lavorato anche a “World War Z”.

La madre di Chiron fuma crack, non bada a lui.“Dammi i soldi, dammi quei maledetti soldi”, urla a metà film contro Chiron riferendosi alla mancia che la famiglia in cui lui cresce fornisce. Chiron spinge la borsa e poi cede. “Mamma, dai. D'accordo, d’accordo”. È questo l’aspetto più intenso del film, rappresentare un mondo in cui da piccoli si è vittima di un’assenza familiare, si cresce da soli: da adolescenti occorre accudire i genitori. I figli sono più consapevoli di coloro che li hanno fatti nascere e poi abbandonati, la sofferenza patita non può essere espressa. Chiron non si ribella alla madre, ma è rispettoso verso di lei anche se non l’ha cresciuto: la clemenza è l’unico elemento caratteriale che può salvarci, nonostante gli abusi. Chiron infatti poteva essere irruente, come ad esempio è Steve del film “Mommy” (2013) di Xavier Dolan. Ma tace. 

Barry Jenkins opta anche per un aspetto sociale non sottovalutatile. Lui è di colore, e tutti i personaggi del suo film sono uguali: nessuno c’è alcun caucasico che sfrutti le persone di un altra razza. Invece solitamente è la differenza sociale ad essere raccontata in film in cui si presentano due etnie. Basti pensare a The Help”, oppure il medesimo “12 anni schiavo”, in cui i bianchi sono cattivi e i neri vittime. In “Moonlight” il sistema è intarmolito nello stesso colore, affermando anche che è dentro le piccole realtà che le sfide da affrontare si consumano, non c’è bisogno di uscire troppo dal proprio quartiere.

Purtroppo l’impossibilità di esprimersi di Chiron trova uno sfogo: in classe lui estenuato picchia un aggressore e finisce in riformatorio. Gli anni trascorrono, lui si pente e con l’atteggiamento che gli è consono incontra di nuovo la madre Paula, piangendo. Incontra di nuovo il suo amico Kevin, con cui scoprì la sessualità: anche il gesto compiuto con lui da adolescente rende sfaccettato Chiron. 

Per raccontare il film occorre anche conoscere l’antefatto: il drammaturgo Tarell Alvin McCraney scrisse la commedia semi-autobiografica “Moonlight Black Boys Look Blue” quando aveva solo 23 anni, ispirandosi alla madre morta per AIDS. Dopo anni fu rappresentata dalla collettiva Borscht di Miami, la produttrice Adele Romanski esortò il regista Jenkins a realizzare un secondo film - dopo “Medicine for Melancholy” - a basso budget. Alla fine molte esperienze personali sono state travasate nella sceneggiatura.

La forza del film è anche il suo difetto, ovvero il racconto della vita senza grandi sommovimenti narrativi confina con il diario personale, che anche in un documentario può essere proposto.

Ma il tema della difficoltà della crescita forse ha bisogno di bassi budget: lo stesso argomento è tratto anche in un altro film candidato all’Oscar, come “Manchester by the sea”. Quasi a confermare che l’accettazione della realtà è onorabile come la ribellione.

 
© Riproduzione riservata
Home
 
Film correlati
Moonlight

 
Galleria fotografica
Altri articoli Home

A Ghost Story: i film sulla differenza tra ciò che siamo e ciò che percepiamo

A Ghost Story è il film drammatico e thriller di David Lowery che si preannuncia come uno dei più irrompenti dell’anno. Il motivo è la semplicità della trama che sfocia nella paura, perché vediamo solo in uomo avvolto da un lenzuolo che è il semplice fantasma. Così come gli spettri sono descri...

 

David di Donatello 2017, tutti i vincitori

I David di Donatello 2017 sono stati assegnati il 27 marzo presso Studi de Paolis a Roma. Il miglior film è “La pazza gioia” di Paolo Virzì (leggi l’intervista all'attore Bob Messini), prodotto da Marco Belardi per Lotus Production: il film ottiene anche il premio per la regia, per l’attrice protagonista a Val...

 

Recensione del film La tartaruga rossa

La tartaruga rossa (“La tortue rouge”) è il film d'animazione di Michael Dudok realizzato dallo Studio Ghibli. La sceneggiatura è di Michael Dudok de Wit, con adattamento di Pascale Ferran. Isao Takahata è il produttore esecutivo. Il film ripercorre la vita di un uomo, dal momento in cui giunge su un’isola co...

 

Film più visti della settimana: 'Power Rangers' è la novità al box office

Il box office dei film più visti negli Stati Uniti dal 24 al 26 marzo 2017 vede la conferma al primo posto de “La Bella e la bestia" (“Beauty and the Beast”, leggi l'intervista all'attrice): Bella s’innamora del principe deformato da un incantesimo, per poi salvarlo (316.952.887 di dollari). Al secondo posto entra &l...

 

Intervista all'attore Alexandre Nguyen: dal film 'Life' a 'Valerian e la città dei mille pianeti'

Life - Non oltrepassare il limite è il film di Daniel Espinosa con Jake Gyllenhaal, Rebecca Ferguson, Ryan Reynolds, Hiroyuki Sanada e Alexandre Nguyen. La trama segue l’equipaggio della Stazione Spaziale Internazionale che deve effettuare esperimenti su un campione giunto da una sonda proveniente da Marte. L'equipaggio ha il compito ...

 

The Sense of an Ending, la scoperta del passato nel film con Charlotte Rampling

The Sense of an Ending è il film di Ritesh Batra con Jim Broadbent, Charlotte Rampling, Harriet Walter. È uscito negli Stati Uniti il 10 marzo. La trama segue Tony Webster (Broadbent), che conduce una vita solitaria e tranquilla, fino a quando i segreti sepolti negli anni emergono. Deve così fronteggiare i ricordi del passato,...

 

Tutto per una ragazza, il libro di Nick Hornby da cui è tratto il film 'Slam'

Tutto per una ragazza (“Slam”) è il libro di Nick Hornby da cui è tratto il film “Slam - Tutto per una ragazza” ora nelle sale. È stato pubblicato nel 2007: il film è diretto da Andrea Molaioli, e ha nel cast Ludovico Tersigni, Barbara Ramella, Jasmine Trinca e Luca Marinelli. Nel romanzo il prot...

 

Il mostro della laguna nera, costruendo lo Universal Monsters Cinematic Universe

“Il mostro della laguna nera” farà parte della Universal Monsters, l’imponente saga con cui la Universal punta a rilanciare la sua collezione di creature dell’horror “vintage”. Le informazioni su questo reboot per ora scarseggiano; un paio di anni fa si vociferava che Scarlett Johansson fosse stata contatt...

 

Non è un paese per giovani, il film sull'esodo di una giovane generazione

Non è un paese per giovani è il film di Giovanni Veronesi nelle sale, con Filippo Scicchitano, Sergio Rubini, Giovanni Anzaldo, Sara Serraiocco e Nino Frassica. La storia è quella di Sandro, ventenne timido il cui desidero è diventare scrittore. L’amico Luciano è invece estroverso, anche se conserva un mist...

 

Atlanta Film Festival, cultura e cinema nel sud degli Stati Uniti

L’Atlanta Film Festival è il più importante della Georgia, e uno dei maggiori degli Stati Uniti. Comincia oggi e si protrae fino al 2 aprile: tra i film in concorso ci sono “Born River Bye” di Tim Hall, “The Boss Baby” di Tom McGrath, “Cherry Pop” di Assaad Yacoub, “In the Radiant City&r...

 
Da non perdere

Ultime news
Recensioni