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Anne Rice, 'il sogno dei vampiri è un avvertimento': intervista alla scrittrice

06/02/2017 07:30
Anne Rice 'il sogno dei vampiri un avvertimento' intervista alla scrittrice

Mauxa intervista Anne Rice, autrice de "Intervista col vampiro" e della saga.

Mauxa ha intervistato Anne Rice, che con i suoi libri ha venduto più di cento milioni di copie. Il suo primo romanzo horror è “Interview with the Vampire” (“Intervista col vampiro”, 1976) da cui fu tratto il film di Neil Jordan. L’opera inaugura un gusto della narrazione in cui gli elementi gotici si mescolano con quelli esistenziali, quasi un’emulsione che la Rice ha destreggiato con maestria. Il protagonista Louis de Pointe du Lac brama di vivere ma non vuole essere un vampiro.

A questa saga composta da tredici romanzi la Rice ha poi affiancato quella del Ciclo delle streghe Mayfair (tre libri). Su temi cristiani ha scritto “Christ the Lord: Out of Egypt” seguito da altri due volumi, e trasposto al cinema con il titolo “The Young Messiah”. Sono seguiti romanzi come “Angel Time” (2009), “Of Love and Evil" (2010) e la serie di “The Sleeping Beauty Quartet”.

D. Anne, il tuo recente romanzo è “Prince Lestat and the Realms of Atlantis”. Ci puoi raccontare come è nato?

Anne Rice. “The Vampire Chronicles” è una serie di romanzi indipendenti che traccia la vita e le ricerche spirituali sul mondo dei vampiri. È iniziato nel 1976 con la pubblicazione di "Intervista col vampiro", ma in realtà è proseguito dopo otto anni con la pubblicazione di "The Vampire Lestat", in cui l'eroe della serie, Lestat de Lioncourt ha raccontato come sia divenuto un vampiro, negli ultimi giorni del diciottesimo secolo. Inoltre racconta il suo tentativo di condurre una vita eroica a dispetto di quello che gli era accaduto, e per scoprire l'origine e la storia dei non-morti.

D. Quindi c’è una evoluzione del personaggio di Lestat de Lioncourt.

A. R. Sì, Giovanni. Il nuovo romanzo ci mostra Lestat ben più di 200 anni più tardi, in tempi moderni. Lui è diventato il monarca universalmente riconosciuto della tribù dei vampiri, ora deve affrontare una serie di sfide cercando di offrire ai vampiri di tutto il mondo una sorta di unità di difesa. Si tratta di una nuova specie di immortali giunti nel mondo dei vampiri, portando con sé una storia unica: essa risale al regno perduto di Atlantide, 12.000 anni fa. E si scopre che questa storia è direttamente collegata ai vampiri. I vampiri sono minacciati da una distruzione totale, così come questi nuovi immortali.

D. Nel romanzo assume importanza la città di Atlantide. Come mai?

A. R. Sono sempre stata ossessionato dalla leggenda del regno perduto di Atlantide, raccontata da Platone e ho voluto scrivere una vera e propria storia di Atlantide, e il tipo di regno che avrebbe potuto essere. Questo nuovo romanzo di vampiri mi ha dato l'opportunità di introdurre questo desiderio nel regno dei miei personaggi di vampiri e la loro rara cosmologia. Ho scoperto che i due temi si univano molto bene. Uno dei temi principali di tutta la serie “Vampire Chronicles” è che emergono sempre più informazioni sulle origini dei vampiri, scoperte nel corso degli anni. Pensiamo di sapere tutta la storia; poi in un nuovo libro troviamo che là fuori c’è ancora di più di quella storia; e più tardi ancora un altro nuovo libro rivela di più. “Prince Lestat and the Realms of Atlantis” suffraga l'idea che il regno perduto di Atlantide sia collegato in maniera cruciale alla provenienza dei vampiri. E lascia la porta aperta per ancora maggiori scoperte sul mondo degli spiriti che ha condotto alla nascita dei vampiri.

D. Da "Intervista col vampiro", Lestat de Lioncourt ha cambiato il suo carattere?

A. R. In "Intervista col vampiro” Lestat è visto solo dal punto di vista di Louis. Il libro è come un Proemio per tutta la serie. Lestat non arriva a esprimere la sua visione delle cose fino a quando scrive la sua autobiografia. Poi arriviamo a vedere Lestat in una luce completamente diversa. La grande tragedia di Lestat in "Intervista col vampiro" era che non poteva impartire ai suoi adepti, Louis e Claudia tutti i segreti delle loro origini. Lestat era destinato a mantenere ciò in segreto, perché sapeva che avrebbe violato la fiducia di un antico immortale, Marius. Ciò ha avuto conseguenze disastrose per Lestat in "Intervista col vampiro". E vediamo tale tragedia dal punto di vista Louis. Ma Lestat è sopravvissuto, cosicché può raccontare tutti i segreti a favore del mondo dei non morti, e anche di quello mortale. È stato proprio il concetto di rivelazione esplosiva quello da cui la serie è nata.

D. All’inizio di “Prince Lestat and the Realms of Atlantis” scrivi: “Erano un coro potente come il vento, come le onde, tutte quelle voci dei morenti". Perché ha scelto questo inizio apocalittico?

A. R. Ho voluto cominciare con il sogno di Lestat della distruzione di Atlantide perché è stato il primo accenno in cui lui può ricevere qualche grande rivelazione, che avrebbe poi fatto tremare il mondo. Lestat non conosce l'origine del suo sogno di una città in rovina. Ma il sogno lo avvisa del fatto che presto farà i conti con un nuovo mistero. Si percepisce il dolore e la sofferenza connessa alla distruzione della città che sta cadendo in mare, nel suo sogno. È terribile.

D. È una tecnica fortemente evocativa.

A. R. Sì, ho usato questa tecnica per la prima volta ne "La regina dei dannati", dove i vampiri di tutto il mondo cominciano ad avere visioni di due gemelli dai capelli rossi nei tempi antichi. Non sanno il significato di queste visioni, fino alla fine del romanzo. Poi Lestat nel mio nuovo romanzo viene a conoscenza del significato della visione della città che sta disfacendosi. Prima della fine del romanzo, e si viene a sapere che è direttamente correlata a lui, oppure no. Lestat, e gli altri vampiri sopravviveranno, o periranno come quella città. Il sogno è un avvertimento, un presagio. Il sogno è una metafora della crisi che i vampiri affrontano.

D. Se potessi vivere in un'altra epoca, quale personaggio vorresti essere? A. R. Difficile da dire. Se potessi essere chiunque altro nella storia? Forse Pietro il Grande di Russia.

D. Hai degli hobbies particolari?

A. R. Vivo una semplice e piacevole vita eremitica. Per quanto concerne il cibo, soffrendo di diabete devo aderire ad uno schema rigido nel mangiare e dormire, e devo stesso fare i conti con la stanchezza. Così ho molto sonno, e cerco di lavorare nella tarda mattinata e nel pomeriggio, anche se quando un romanzo procede in maniera celere posso lavorare anche la sera.

D. Lavori a casa quindi.

A. R. Sì, non ho molta vita sociale, perché ogni elemento di qualsiasi tipo interferisce e mi distrae. Così vivo una vita molto tranquilla e silenziosa. Ho un piccolo ufficio e una piccola camera da letto, al secondo piano di casa mia e passo giornate intere qui senza mai andare al piano di sotto. Il mio divertimento principale, oltre la scrittura, è la televisione: guardare film di alta qualità e serie TV, che abbia personaggi e narrazione. E guardo l’intero spettro delle serie televisive. Ho un televisore a schermo 90 pollici e uno spazio molto grande e comodo per guardare la TV.

Credo che stiamo vivendo un periodo d'oro per la televisione e il cinema, in riferimento ai romanzi e serie soprannaturali. Basti pensare a "Il Signore degli Anelli", "Harry Potter", "Game of Thrones”: sono meravigliosi per chi ama la narrativa soprannaturale. E ciò mi dà grande speranza che il futuro si possa vedere una serie TV di alta qualità basato sulla vita del mio eroe immortale, Lestat.

D. Hai molti followers. Cosa pensi dei social, Facebook, Twitter?

A. R. In generale che non c’è nulla di strano della mia vita, tranne forse come è disciplinata e tranquilla. Così passo molto tempo a comunicare con i miei lettori su Facebook e Twitter, e trovo questo molto fruttuoso, davvero. Posso porre domande ai miei lettori, in qualsiasi momento e ottenere risposte illuminanti in modo meraviglioso. Posso discutere di attualità con loro. Posso discutere di film e serie TV, romanzi, la musica che amo. Si tratta di una incantevole risorsa per me. Non so perché gli autori non sono attivi con le proprie comunità di Facebook attivi. Imparo qualcosa dal mio "popolo della pagina Facebook" ogni singolo giorno.

 
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