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Mister Felicità, 'il film racconta la forza di rialzarsi': intervista all'attrice Elena Cucci

06/01/2017 07:30
Mister Felicità 'il film racconta la forza di rialzarsi' intervista all'attrice Elena Cucci

Mauxa ha intervistato Elena Cucci, attrice del film "Mister Felicità" diretto da Alessandro Siani.

Mister Felicità è il film nella sale, diretto da Alessandro Siani e interpretato dallo stesso regista, Diego Abatantuono, Elena Cucci e Carla Signoris.

La trama racconta dello sfaccendato Martino (Siani) che vive in Svizzera dalla sorella, Caterina (Cristiana Dell'Anna). La donna non potendo lavorare si fa sostituire dal fratello, che s’improvvisa uomo delle pulizie presso lo studio di un mental coach. Qui Martino incontra Arianna (Cucci), famosa campionessa di pattinaggio che dopo una caduta affronta un periodo di difficoltà.

D. Nel film “Mister Felicità” interpreti Arianna. Puoi raccontarci il tuo personaggio?

Elena Cucci. In “Mister Felicità" interpreto Arianna, una pattinatrice, una ragazza che si è sempre impegnata e ha lavorato sodo per raggiungere i suoi obiettivi, ma che in seguito allo shock di una brutta caduta sul ghiaccio perde completamente fiducia in sé stessa e si blocca. Il problema per lei, come per chiunque di noi quando si ha un momento di debolezza, quando si cade, non è solo rialzarsi ma anche andare avanti, non rimanere incatenati all'ostacolo che ci ha fatto inciampare. Del resto quando si lavora con passione per realizzare i propri sogni si è tutti vulnerabili di fronte alla banalità di un imprevisto.

D. Poi nel film incontri il protagonista.

E. C. Sì, nel film Arianna incontra in maniera accidentale e fortuita Martino, interpretato da Alessandro Siani che veste i panni di “Mr Felicità”, ma che in realtà è un pessimista come lei: grazie a questo incontro lei riesce a ritrovarsi, a capire cosa vuole davvero e come andare avanti.

D. Come è stato il rapporto lavorativo con Siani?

E. C. Alessandro lavora sempre al massimo, chiedendo il cento per cento da chi gli è accanto. E questo per me è stato estremamente stimolante. In fase di preparazione e poi anche durante le riprese si è dedicato con cura minuziosa ad ogni piccolo dettaglio e ad ogni singolo aspetto del film. Abbiamo costruito insieme il mio personaggio, con attenzione verso ogni sfumatura. Lavorare con lui è stato formativo ma anche divertente, perché il suo entusiasmo e la sua capacità di creare sintonia sul set sono travolgenti.

I ritmi di lavoro sono stati abbastanza serrati, ma l'affiatamento del gruppo e la voglia di fare bene con gli altri attori sono stati una forza motrice molto potente. Io mi sono sentita a casa fin da subito. C’è stato spazio per il confronto, per le riflessioni e per gli aggiustamenti di rotta, si è lavorato tantissimo sull’improvvisazione.

D. Tu hai lavorato molto a teatro. Come è stato l’impatto con il set?

E. C. Ricordo di essere arrivata sul set il primo giorno emozionata ma anche carica di tensione. La mia prima scena era con Diego Abatantuono e Alessandro Siani, e temevo forse di non essere all’altezza, e poi invece vedere loro muoversi davanti alla macchina da presa con naturalezza e leggerezza è stato contagioso. Siamo finiti a ridere e scherzare, a giocare, pur rimanendo nei nostri personaggi, e la scena con una meravigliosa semplicità è diventata vera.

D. Quali sono i due motivi per cui si dovrebbe vedere il film?

E. C. Il film fa ridere e sorridere con delicatezza, invitandoci alla riflessione. Una brutta caduta può capitare a tutti, e non solo è possibile rialzarsi, ma anche elevarsi rispetto al progetto iniziale. I cambiamenti spaventano, ma sono basi sulle quali si può costruire una nuova realtà, forse anche migliore.

D. Hai lavorato anche a varie serie tv, tra cui “Il restauratore 2” e a teatro. Quali di questi mezzi preferisci e consiglieresti ad una giovane che volete avvicinarsi a questo mestiere?

E. C. L’approccio che personalmente ho circa il lavoro che faccio per avvicinarmi ad un personaggio da interpretare è lo stesso che si tratti di teatro, cinema o televisione. La stessa ricerca, la stessa cura, la stessa attenzione al dettaglio. Chiaramente però lavorare in teatro ed al cinema o in televisione è diverso, i ritmi sono completamente diversi, e poi l'immediatezza di un'esibizione dal vivo dà una carica adrenalinica che non è paragonabile a nessun'altra espressione di recitazione. Ma non ho una preferenza vera. Credo che la differenza la faccia sempre la qualità, del progetto e del gruppo di lavoro che lo sostiene.

D. Se dovessi dar un consiglio a qualcuno che si vuole avvicinare a questo mestiere.

E. C. Lo inviterei alla curiosità. Leggere ogni giorno il giornale, informarsi, andare tanto a cinema, studiare le lingue, e viaggiare, per avvicinarsi quanto più possibile alla realtà, per guardarla da vicino, cercare di conoscerla e poterla quindi raccontare.

D. Hai degli hobbies particolari?

E. C. Quando lavoro e sono lontana da casa, sono sempre molto concentrata su quello che sto facendo ma approfitto per godere di posti che non conosco. Quando invece non lavoro cerco di trascorrere quanto più tempo possibile vicina alle persone che amo. Non sono una cuoca eccellente ma amo la buona cucina, mi piace dedicarmi a tutto quello che nasce dalla condivisione del mangiare insieme.

D. Qual è il tuo libro preferito?

E. C. “Il barone rampante”, di Italo Calvino. Se devo scegliere un libro che mi rappresenti, non posso che trovare sfogo nei grandi classici, che pur appartenendo al passato riescono a dipingere con maestria certi spaccati della natura umana, come la passione per il gioco dei ruoli e l'interpretazione della vita calati in altri costumi.

 
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